Intervista all’Unità,
organo del Partito Comunista Italiano
2 aprile 1974


Domanda: Poco più di un anno addietro, grandi speranze erano state sollevate dall'annuncio di un accordo fra le due parti della Corea per la riunificazione pacifica del paese, al di fuori di ogni ingerenza straniera. Ma da allora, si ha l'impressione che nuovi ostacoli siano sorti su questo cammino.

Potete dirci quali sono queste difficoltà e come potrebbero essere superate?

Risposta: Nel 1972, quale esito del dialogo ingaggiato fra il Nord e il Sud, fu resa di pubblico dominio, nel nostro paese, la Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud, che consisteva essenzialmente nei tre principi formulati dal nostro partito: indipendenza, riunificazione pacifica e grande unione nazionale. Si trattò di un grande progresso nella lotta del nostro popolo per la riunificazione indipendente e pacifica della patria. Ne furono rallegrati non soltanto il popolo del Nord e del sud della Corea, ma anche i popoli del mondo intero, che salutarono calorosamente quella dichiarazione.
Dopo la sua pubblicazione, noi abbiamo fatto tutto quanto era in noi per tradurre in pratica la dichiarazione ed affrettare il più possibile la riunificazione della patria, ma i nostri sforzi si sono scontrati con gravi ostacoli, determinati dalle manovre degli scissionisti, interni ed esterni, desiderosi di perpetuare la divisione della nostra nazione.
All'indomani della firma della Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud, le autorità sud-coreane, spinte dall'imperialismo americano, la stracciarono, sostenendo che si trattava soltanto di un foglio di carta del quale non ci si poteva fidare. Successivamente, essi si abbandonarono ad atti diametralmente contrari ai principi della Dichiarazione congiunta e rifiutarono tutte le proposte ragionevoli da noi avanzate al fine di accelerare la riunificazione della patria. Infine, nel giugno scorso, esse proclamarono a tutto il mondo la loro «politica », intesa a congelare e perpetuare la divisione nazionale. Esse preconizzano l'adesione separata della Corea del sud e della Corea del nord alle Nazioni Unite; in realtà esse vogliono, in questo modo, congelare la divisione della nazione e lasciare il nostro paese diviso in due per sempre.
Le manovre di divisione nazionale messe in atto dalle autorità sudcoreane sono la conseguenza della politica delle «due Coree» perseguita dall'imperialismo americano. Quest'ultimo, quando ha constatato la impossibilità di realizzare i suoi piani di aggressione contro la metà settentrionale della repubblica e di trasformazione dell'intera Corea in una sua colonia, ha fatto ricorso alla politica delle «due Coree», con il fine occulto di continuare a tenere sotto il suo controllo almeno la Corea del sud. In occasione dell'Assemblea generale dell'ONU, riunitasi l'anno scorso, gli imperialisti americani, d'intesa con i loro seguaci, hanno messo in opera tutti gli stratagemmi possibili per far approvare il loro «progetto di risoluzione» relativo alla creazione di «due Coree».
I più attivi seguaci dell'imperialismo americano in questa manovra delle «due Coree» sono i militaristi giapponesi, i quali, mentre intensificano le loro mene aggressive contro la Corea del sud, sostengono attivamente, in aperta collusione con l'imperialismo americano, il complotto volto alla fabbricazione delle «due Coree». Non è certamente a caso che una rivista giapponese ha scritto recentemente che «la politica delle "due Coree" è una commedia che recita il governo Pak Jeung Hi secondo la regia e sotto la sorveglianza degli Stati Uniti e grazie alla messa in scena del Giappone».
Noi riteniamo che il sicuro cammino verso la soluzione del problema della riunificazione del nostro paese potrà essere intrapreso soltanto quando saranno sventate le manovre per la creazione di «due Coree», perseguite dagli imperialisti americani, dai militaristi giapponesi e dalle autorità sudcoreane, e quando sarà posto termine ad ogni ingerenza straniera nel problema coreano.
Il Partito del lavoro di Corea e il governo della repubblica si oppongono recisamente ad ogni tentativo di congelare e perpetuare la divisione del nostro paese e respingono con fermezza ogni ingerenza straniera negli affari interni del nostro paese.

L'Assemblea generale dell'ONU dello scorso anno, alla quale ha presenziato per la prima volta nella storia un rappresentante della Repubblica popolare democratica di Corea, sventando la manovra delle «due Coree» perseguita dall'imperialismo americano e dai suoi servi, ha sostenuto i tre principi per la riunificazione della patria indicati nella Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud e ha deciso di sciogliere senza indugio la «Commissione dell'ONU per l'unificazione e la ricostruzione della Corea », che era uno strumento dell'ingerenza dell'imperialismo americano nei nostri affari interni. Si è trattato di una misura meritevole del nostro apprezzamento che contribuisce alla creazione di una situazione favorevole per il regolamento del problema della riunificazione del nostro paese, e di una grande vittoria della linea di condotta del nostro partito per la riunificazione pacifica e indipendente.
Il Partito del Lavoro di Corea e il governo della repubblica continueranno anche in futuro a fare quanto è possibile per mandare interamente a vuoto tutti i tentativi di perpetuare la divisione della nostra nazione e per accelerare ulteriormente la riunificazione indipendente e pacifica della patria.
In primo luogo, noi lotteremo con forza per togliere il casco delle «Forze delle Nazioni Unite» alle truppe d'aggressione dell'imperialismo americano dislocate nella Corea del sud, che costituiscono il principale ostacolo alla soluzione del problema della riunificazione della Corea, e per obbligarle a ritirarsi. Allo stesso tempo, conformemente ai principi contenuti nella Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud, ci adopereremo per portare avanti il dialogo e per realizzare la cooperazione e una politica di scambi multiformi fra il Nord e il Sud.
Per far progredire il dialogo avviato fra il Nord e il Sud, le autorità sudcoreane devono astenersi da ogni atto che sia in contrasto con i principi della Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud. E tuttavia, esse non cessano ancora aggi di perseguire i loro tentativi volti a perpetuare la divisione nazionale e la loro politica di ricorso alle forze straniere, ed inoltre esercitano una crudele repressione contro le personalità democratiche ed i giovani studenti patriottici sudcoreani che rivendicano la riunificazione della patria e la democrazia. Queste azioni delle autorità sudcoreane costituiscono attualmente il principale ostacolo al dialogo avviato fra il Nord e il Sud.
Se le autorità sudcoreane rinunceranno alle loro posizioni scissionistiche, rispetteranno la Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud e si adopereranno sinceramente per la sua realizzazione, allora il dialogo fra il Nord e il Sud progredirà con successo.
Se le autorità sudcoreane continueranno a disconoscere la Dichiarazione congiunta del Nord e del Sud e ad agire contro di essa, il popolo non le perdonerà. I giovani studenti e la popolazione della Corea del sud - indignati per la politica di tirannia fascista praticata sempre più apertamente dalle autorità sudcoreane e per le loro manovre tese a perpetuare la divisione nazionale e la loro politica di asservimento nei confronti del Giappone - si sono ribellati contro il «governo» e il fascismo e reclamano la democratizzazione. Essi combattono coraggiosamente da parecchi mesi portando avanti queste parole d'ordine: «Abbasso il regime di Pak», «Vogliamo la democrazia», «Basta con l'asservimento al Giappone». A buon diritto essi si battono contro coloro che tradiscono la nazione ed opprimono il popolo appoggiandosi alle forze straniere.
I giovani studenti e la popolazione della Corea del sud usciranno certamente vittoriosi dalla loro giusta lotta patriottica e la grandiosa opera di riunificazione della patria non mancherà di essere realizzata dalle forze unite dell'intero popolo coreano.

Domanda: Voi vivete al centro di una regione del mondo che ha conosciuto nell'ultimo quarto di secolo due guerre lunghe e sanguinose, ma dove l'imperialismo ha subito anche delle pesanti sconfitte, grazie alla lotta eroica dei popoli della Corea e del Vietnam. Come valutate le prospettive in questa parte del mondo all'indomani della brillante vittoria del popolo vietnamita e alla luce dei più recenti sviluppi delle relazioni internazionali, a livello mondiale?

Risposta: In Asia, nel corso del periodo indicato, la lotta dei popoli contro le aggressioni e gli interventi dell'imperialismo si è dimostrata più accanita che in qualsiasi altra regione ed ha inflitto agli imperialisti dei colpi cocenti.
Gli imperialisti americani avevano cominciato a perdere terreno in seguito alla pesante sconfitta sia politica che militare, subita nella guerra di Corea; battuti una seconda volta nella guerra del Vietnam, essi si sono visti profondamente invischiati nel fango della loro rovina. Attualmente, essi passano da uno scacco all'altro in Cambogia e si vedono vinti e respinti in tutta l'Asia.
Tutto ciò dimostra che, nel periodo in questione, la situazione in Asia si è evoluta a vantaggio dei popoli asiatici e che gli americani hanno subito nel continente una sconfitta bruciante.
Tuttavia, gli imperialisti americani non cessano di perseguire le loro mire aggressive contro i paesi asiatici e cercano in ogni modo di trarsi d'impaccio. Essi cercano perfidamente, in base a quella che chiamano la «dottrina Nixon», di mettere gli asiatici contro gli asiatici e si servono a tale scopo dei paesi loro satelliti e dei loro fantocci in Asia. A loro volta i militaristi giapponesi, appoggiati attivamente dall'imperialismo americano, intensificano la loro penetrazione in numerosi paesi asiatici, al fine di realizzare oltremare le loro ambizioni espansionistiche.
Ma le mire aggressive degli imperialisti americani e dei militaristi giapponesi contro i Paesi asiatici non potranno mai realizzarsi. lo credo che, nel futuro, la situazione generale in Asia si svilupperà sempre più a favore dei popoli asiatici.
In Asia vi sono molti paesi in lotta dove sono in corso rivoluzioni. I popoli rivoluzionari dell'Asia sono saldamente uniti in un fronte comune contro l'aggressione e l'intervento degli imperialisti. La lunga lotta condotta contro il colonialismo e il neocolonialismo ha risvegliato ed agguerrito i popoli dell'Asia.
Oggi la rivendicazione dell'indipendenza cresce vigorosamente in tutte le regioni dell'Asia e la tendenza alla lotta contro l'imperialismo americano e il militarismo giapponese guadagna rapidamente di ampiezza. La lotta dei popoli dell'Asia finirà, in breve, con la completa cacciata degli imperialisti americani dall'Asia e con il fallimento delle manovre aggressive dei militaristi giapponesi.
Certo, è possibile che nell'avvenire gli imperialisti americani ricorrano a stratagemmi ancora più subdoli per modificare il loro modo di agire in Asia. Ma, quale che possano essere questi metodi, i popoli rivoluzionari dell'Asia resteranno saldi fino in fondo nella loro posizione antimperialista, e l'avvenire dell'Asia sarà deciso dagli stessi popoli asiatici, padroni del loro continente.
I popoli dell'Asia edificheranno un'Asia del tutto liberata dall'imperialismo, senza sfruttamento né oppressione, un'Asia nuova, indipendente e prospera.

Domanda: Il Partito del Lavoro di Corea ha sempre occupato un posto di tutto rispetto nel movimento comunista internazionale e ha dato con contributo importante alla lotta antimperialista nel mondo. Vorremmo domandarvi come valutate, alla luce delle vostre esperienze, le prospettive della lotta per la pace, contro l'imperialismo, nell'attuale periodo storico ed il ruolo che il movimento operaio e comunista internazionale è chiamato a svolgere in questa lotta.

Risposta
: Come voi ben sapete, attualmente sulla scena internazionale si afferma sempre più di frequente che l'epoca attuale è caratterizzata dal passaggio dalla guerra fredda e dal confronto alla coesistenza pacifica e alla cooperazione. Il nostro popolo, per quel che lo riguarda, desidera unanimemente la pace, e una pace stabile. Ma il popolo coreano è convinto che la pace non si otterrà mediante sollecitazioni all'indirizzo degli imperialisti e che essa sarà realizzabile solo mediante una lotta tenace contro di loro.
Più la loro situazione si fa difficile, pili gli imperialisti ricorrono subdolamente alla tattica del doppio gioco. Si tratta di un procedimento abituale al quale essi ricorrono ogni qual volta si trovano in imbarazzo.
Oggi gli imperialisti americani, nel segno della «pace», cercano di migliorare le loro relazioni con le grandi potenze e di allentare temporaneamente la tensione nei loro confronti per guadagnare così il tempo necessario a riprendere vigore; al tempo stesso, essi continuano a intensificare le loro manovre aggressive nei confronti dei piccoli paesi e la ingerenza nei loro affari interni. Recentemente, essi hanno spinto gli espansionisti israeliani a scatenare una guerra di aggressione contro i popoli egiziano e siriano. Hanno organizzato nel Cile un colpo di stato militare fascista che ha rovesciato il legittimo governo di Unità popolare. Gli imperialisti americani sono anche responsabili degli atti di aggressione e di ingerenza compiuti in Corea, in Cambogia, nel Vietnam. nel Laos, come anche in una serie di paesi africani e in molti altri paesi.
Come dimostra la realtà dei fatti, i popoli desiderano la pace, ma gli imperialisti si dedicano tuttora all'aggressione, alla guerra e all'ingerenza negli affari altrui.
Per questo noi riteniamo che più gli imperialisti inalberano l'insegna della «pace», più è necessario raddoppiare la vigilanza e rafforzare la lotta antimperialista.
Grazie al fatto che gli imperialisti ostentano l'insegna della «pace», vi sono delle persone che, facendosi delle illusioni, cercano di eludere la lotta contro di loro, ed altre persone che vorrebbero garantirsi la sicurezza attraverso un compromesso senza principi con gli imperialisti. Si tratta di individui che, stanchi della lotta rivoluzionaria, si ripromettono di rinunciare alla rivoluzione, oppure di vili che hanno paura della rivoluzione. Peraltro, la esistenza di questi individui non indebolisce la lotta antimperialista nel suo complesso.
È evidente che l'esistenza dell'imperialismo provocherà lo sfruttamento e l'oppressione, l'aggressione e l'ingerenza imperialista; al tempo stesso, non c'è bisogno di sottolineare che la persistenza dello sfruttamento e dell'oppressione, dell'aggressione e dell'ingerenza imperialista solleciterà la lotta rivoluzionaria dei popoli. È soltanto grazie alla loro lotta che i popoli possono liberarsi dallo sfruttamento e dall'oppressione dell'imperialismo e conquistare l'indipendenza e la pace.
Un gran numero di popoli della terra patiscono ancora l'oppressione e lo sfruttamento da parte dell'imperialismo; ed è per questa ragione che il numero di coloro che si oppongono all'imperialismo e vogliono fare la rivoluzione è destinato ad aumentare. Attualmente i popoli di molti paesi, sottoposti all'aggressione e all'ingerenza imperialista, insistono nella necessità di continuare la battaglia e si impegnano validamente nella lotta antimperialista, senza lasciarsi intimidire dalle difficoltà e dalle prove di ogni genere.
La lotta antimperialista dei popoli si rafforzerà sempre più a dispetto di tutti i soprusi degli imperialisti i quali, all'insegna della «pace», cercano di paralizzare la coscienza rivoluzionaria dei popoli e di soffocare la loro lotta. Grazie alla lotta tenace contro l'imperialismo, i popoli saranno in grado di conquistare la loro liberazione sociale e la loro indipendenza nazionale e di assicurare al mondo la pace e la sicurezza.
Quanto al ruolo svolto dal movimento comunista ed operaio internazionale nella lotta antimperialista, esso rappresenta oggi la più possente delle forze rivoluzionarie che si oppongono all'insieme delle forze reazionarie, con gli imperialisti in prima fila; esso è inoltre una forza decisiva nel fronteggiare la politica di aggressione e di guerra dell'imperialismo e nel garantire la pace e la sicurezza nel mondo. L’odierna evoluzione della situazione complessiva internazionale in favore della pace e della democrazia, dell'indipendenza nazionale e del socialismo, è dovuta al rafforzamento del movimento comunista ed operaio internazionale.
Se nel futuro il movimento comunista ed operaio internazionale sarà in grado di progredire nell'unità delle sue forze, non vi è dubbio che esso svolgerà un ruolo ancora più importante di quello odierno nella lotta contro l'imperialismo e per la pace. Noi auspichiamo sinceramente l’azione unanime di tutte le forze rivoluzionarie, in una stretta unità, nella loro lotta contro l'imperialismo e particolarmente contro l'imperialismo americano. Il nostro partito condurrà nel futuro, così come ha fatto nel passato, una ferma lotta per l'unità del movimento comunista internazionale e per la coesione di tutte le forze rivoluzionarie antimperialiste.

Domanda: Malgrado le distruzioni provocate dalla guerra, la Repubblica popolare democratica di Corea ha realizzato negli ultimi 20 anni un rimarchevole progresso economico e sociale. Quali sono i traguardi e le prospettive di questo sviluppo per i prossimi anni?

Risposta
: Come voi avete sottolineato, la guerra triennale imposta dall'imperialismo americano aveva terribilmente devastato l’economia del nostro paese. Nel dopoguerra, abbiamo iniziato la ricostruzione dell'economia praticamente dal nulla, sopra un cumulo di ceneri. Sotto la giusta direzione del Partito del Lavoro di Corea, il nostro popolo, con la sua lotta eroica, non solo ha riparato rapidamente i guasti provocati dalla guerra, ma ha proceduto in un lasso di tempo assai breve, alla trasformazione del nostro paese - che era un paese agricolo coloniale ed arretrato - in un forte Stato socialista, dotato di una industria indipendente e moderna e di una agricoltura avanzata, di una scienza e di una cultura che fioriscono e si sviluppano brillantemente. L'odierno aspetto del nostro paese è cambiato in maniera irriconoscibile, al punto che non può essere paragonato con quello di venti anni fa. Il nostro popolo ne è infinitamente fiero ed orgoglioso.
Tuttavia queste realizzazioni rappresentano soltanto l'inizio: nel futuro dobbiamo fare molto di più di quanto abbiamo già realizzato nel recente passato.
Circa la vostra domanda relativa ai nostri obiettivi di lotta e alle nostre prospettive di sviluppo, penso che per rispondervi sarà sufficiente indicare gli obiettivi principali del piano sessennale approvato dal V° Congresso del nostro partito e lo stato della loro esecuzione al momento attuale.
Il fulcro del piano sessennale è rappresentato dai tre obiettivi della rivoluzione tecnica. Formulati dal nostro partito, essi mirano grazie ad un processo di innovazione tecnologica che deve essere attuato su vasta scala nell'industria, nell'agricoltura e in tutti gli altri settori della economia nazionale - a ridurre considerevolmente le differenze tra il lavoro pesante e il lavoro leggero, fra il lavoro agricolo, e il lavoro industriale, e a liberare le donne dei lavori domestici pesanti.
Abbiamo già realizzato dei grandi successi nell'adempimento dei tre compiti della rivoluzione tecnologica, aprendo così concrete prospettive per la loro positiva realizzazione. La produzione di macchine utensili, anello centrale della catena che porterà alla realizzazione della rivoluzione tecnologica, ha registrato dei progressi rimarchevoli; sono state al tempo stesso gettate le basi dell'industria elettronica e della industria dell'automazione, rendendo così possibile il passaggio alla semiautomazione e alla automazione in tutti i settori della economia nazionale. Grazie alla lotta vigorosa portata avanti nel settore industriale per ridurre le differenze fra il lavoro pesante e il lavoro leggero, sono state realizzate in larga misura la meccanizzazione complessiva delle miniere di carbon fossile e di altre miniere, nonché l'automazione nelle imprese metallurgiche e chimiche. In particolare nel campo delle lavorazioni ad alte temperature o in ambiente nocivo si sviluppa una lotta energica per passare gradualmente al comando a distanza.
Al tempo stesso, si sviluppa validamente la rivoluzione tecnologica intesa a ridurre le differenze fra il lavoro agricolo e il lavoro industriale, al fine di avvicinare questi due metodi di lavoro.
Quest'anno celebreremo il decimo anniversario della pubblicazione delle «Tesi sulla questione agricolo socialista nel nostro paese ». In occasione di questo anniversario, noi ci battiamo per adempiere i compiti principali della rivoluzione tecnologica nell'agricoltura, indicati nelle Tesi predette.
Nel nostro paese è stata realizzata ormai da lungo tempo l’irrigazione delle campagne ed anche la elettrificazione rurale è stata brillantemente portata a termine. Attualmente, si sviluppa una lotta vigorosa per portare a termine la meccanizzazione e la chimicizzazione dell'agricoltura. In base ai compiti definiti dalle Tesi, noi contiamo di aver introdotto nelle campagne, entro il luglio di quest'anno, da 70 mila a 80 mila trattori (calcolati in unità di 15 CV). Per quanto riguarda i fertilizzanti chimici, le Tesi ponevano l'obiettivo di oltre una tonnellata (in peso lordo) per ogni djeungbo (1 djeungbo uguale circa 1 ettaro, n.d.r.), e questo obiettivo sarà raggiunto entro il primo semestre dell'anno in corso.
Anche la produzione di cereali offre buone prospettive. Come avrete voi stessi constatato nel corso della vostra visita nelle nostre campagne, il raccolto dell'anno scorso è stato abbondante. Quest'anno, noi ci siamo posti l'obiettivo di ottenere da 6,5 a 7 milioni di tonnellate di cereali, consolidando i successi ottenuti l'anno scorso in questo settore. Se realizzeremo questo obiettivo, vorrà dire che avremo raggiunto il «traguardo» previsto per i cereali nel piano sessennale.
Anche l'obiettivo, previsto dalla rivoluzione tecnologica, della liberazione delle donne dai lavori domestici più gravosi si realizza con successo. Attualmente, il nostro paese dedica grandi sforzi allo sviluppo dell'industria alimentare e all'industria degli oggetti utensili per creare le condizioni che consentano alle donne di accudire in minor tempo e con minore fatica alle loro occupazioni di cucina e domestiche. E poiché, al tempo stesso, la introduzione dell'acqua corrente nelle abitazioni rurali procede di buon passo, le donne saranno presto liberate dall'onere di dover portare le brocche sul loro capo.
Il livello di vita del nostro popolo migliorerà sensibilmente nel prossimo futuro. Oggi, il nostro popolo non conosce più affanni o inquietudini per i problemi legati all'alimentazione, all'abbigliamento o alla casa. Tuttavia, il livello generale di vita del nostro popolo non è ancora soddisfacente, per il persistere di disparità fra il tenore di vita degli operai e dei contadini e fra le condizioni degli abitanti delle città e delle campagne. Da un lato, noi lottiamo per elevare sensibilmente il tenore di vita generale del popolo, mentre dall'altro lato ci sforziamo di migliorare in maniera equa le condizioni di vita della popolazione. Se dopo la realizzazione del piano sessennale continueremo per qualche anno a portare avanti la nostra lotta, la vita del nostro popolo migliorerà in modo così marcato da non essere per nulla inferiore a quella degli altri popoli.
Anche l'opera di educazione nazionale e di formazione dei quadri nazionali è destinata a registrare nei prossimi anni progressi significativi. L'insegnamento di dieci anni, obbligatorio per tutti fino al liceo, entrato in vigore dal 1972, sarà realizzato su scala generale durante il piano sessennale, e ciò permetterà a tutti i ragazzi di ricevere gratuitamente, a carico dello Stato, l'istruzione generale prima di arrivare all'età lavorativa. D'altra parte, il rapido sviluppo dello insegnamento superiore porterà in un prossimo avvenire il numero dei nostri tecnici e specialisti al di sopra del milione.
In breve, le prospettive di sviluppo del nostro paese sono più che brillanti e la lotta del nostro popolo è realmente meritoria.
Oggi come oggi, la nostra classe operaia ed i nostri contadini-cooperatori, nutriti della speranza di un avvenire radioso, sviluppano una lotta vigorosa per realizzare anticipatamente il piano sessennale.
Tenuto conto dello slancio dei nostri lavoratori, siamo fermamente convinti che il piano sessennale sarà positivamente adempiuto prima della sua scadenza. Una volta realizzato tale piano, il nostro paese avrà cambiato il suo volto sotto tutti i punti di vista e il nostro popolo avrà raggiunto una più alta tappa del socialismo.
Desidero in modo particolare approfittare di questa occasione per indirizzare i miei saluti calorosi ai comunisti e alla classe operaia dell'Italia, che appoggiano attivamente il nostro popolo nella sua lotta per la costruzione del socialismo e la riunificazione indipendente e pacifica della patria, e per augurare al Partito comunista italiano i migliori e più fruttuosi successi nella sua lotta contro l'imperialismo, per la pace, la democrazia e il socialismo.