SULL’ORIENTAMENTO IN CINQUE PUNTI
PER LA RIUNIFICAZIONE DELLA PATRIA

Discorso pronunciato alla sessione allargata dell’Ufficio
politico del Comitato centrale del Partito del lavoro di Corea
25 giugno 1973

 Nel discorso pronunciato il 23 giugno, due giorni fa, abbiamo riaffermato davanti al paese e al mondo il nostro orientamento in cinque punti per la riunificazione indipendente e pacifica della patria.
 Fin dal giorno della sua pubblicazione nel mondo, il nostro discorso ha suscitato una vasta eco all’esterno e all’interno del paese. Non solo l’intero popolo coreano sostiene e saluta calorosamente l’orientamento in cinque punti del nostro partito e del governo della nostra repubblica riguardo alla riunificazione della patria, ma anche i governi e i popoli di numerosi paesi levano la loro voce a sostegno di tale orientamento, Immediatamente dopo la pubblicazione dell’orientamento, la delegazione del partito e del governo cecoslovacchi in vista nel nostro paese ci ha assicurato il suo completo appoggio; in seguito lo stesso hanno fatto numerosi altri paesi. Inoltre, i giornali, le agenzie di stampa e le radio di diversi paesi diffondono ampiamente il nostro orientamento e ne fanno numerosi commenti favorevoli.
 L’orientamento in cinque punti che abbiamo avanzato per la riunificazione della patria costituisce un’iniziativa positiva per accelerare la riunificazione indipendente e pacifica della patria, che infligge un colpo decisivo alle gravi macchinazioni messe in atto dall’imperialismo americano e dalle autorità sudcoreane per perpetuare la divisione nazionale.
 Gli imperialisti americani e le autorità sudcoreane, non hanno mai cessato di mettere in atto macchinazioni tendenti alla divisione nazionale, anche dopo la pubblicazione della dichiarazione congiunta del Nord e del Sud.
 Dietro il paravento del dialogo tra Nord e Sud, gli imperialisti americani, che cercano di creare «due Coree», hanno continuamente incitato le autorità sudcoreane ad atti di scissione. Essi hanno continuamente introdotto nuovo materiale bellico in Corea del sud e non hanno mai cessato di organizzare in territorio sudcoreano manovre militari aggressive, dichiarando apertamente che era necessario far assumere alla Corea del sud una «posizione di forza» nel dialogo con il Nord. Da parte loro, i militaristi giapponesi, accodandosi alle macchinazioni degli imperialisti americani, hanno ripetutamente fatto ricorso ad atti tendenti ad ostacolare il dialogo tra Nord e Sud e ad impedire la riunificazione del nostro paese. Lo scopo che perseguono gli imperialisti americani e i militaristi giapponesi è, in ultima analisi, quello di tenere diviso in due per sempre il nostro paese e di mantenere per sempre la Corea del sud nella condizione di colonia e di sbocco per le loro merci.
 Forti del sostegno attivo dell’imperialismo americano, le autorità sudcoreane hanno apertamente irriso i punti convenuti nella dichiarazione congiunta del Nord e del Sud e si sono spinte sempre più avanti nel senso della scissione anziché della riunificazione. Dalla pubblicazione della dichiarazione congiunta, le autorità sudcoreane hanno fatto appello in misura sempre crescente alle forze straniere e, proclamando che era necessario uno «scontro accompagnato ad un dialogo» e una «concorrenza accompagnata ad un dialogo», hanno respinto tutte le nostre proposte tendenti ad eliminare lo stato di scontro militare e a procedere ad una collaborazione e a scambi multiformi tra il Nord e il Sud, e hanno attuato incessantemente provocazioni aggressive che hanno aggravato la tensione. Inoltre esse hanno lanciato continue campagne «anticomuniste» e hanno accentuato ulteriormente la repressione fascista contro la popolazione sudcoreana. Le autorità sudcoreane hanno fatto appello a parole alla riunificazione, ma nella pratica esse si sono abbandonate a folli manovre tendenti a creare «due Coree», allo scopo di consacrare e perpetuare la divisione del paese.
 La mattina del 23 giugno scorso, le autorità sudcoreane, che su istigazione dell’imperialismo americano mettono in atto con tutti i mezzi il complotto della creazione di «due Coree», si sono spinte fino al punto di pubblicare la cosiddetta «dichiarazione speciale», svelando così di fronte al mondo la loro «politica» di perpetuazione della divisione della patria.
 Quello che le autorità sudcoreane sostengono nella loro cosiddetta «dichiarazione speciale» è, in poche parole, l’adesione separata all’ONU del Nord e del Sud del nostro paese. Questa è una proposta antinazionale inaccettabile. Accettando la politica delle autorità sudcoreane, la nostra nazione rimarrà per sempre divisa in due e la popolazione sudcoreana rimarrà per sempre sotto la schiavitù coloniale dell’imperialismo americano.
 Le manovre delle autorità sudcoreane, istigate dall’imperialismo americano, hanno creato gravi difficoltà sulla strada della riunificazione della patria. Per superare queste difficoltà e per accelerare l’opera di riunificazione indipendente e pacifica della patria, era necessario respingere risolutamente e tempestivamente le posizioni antinazionali della autorità sudcoreane e proporre, di fronte a tutta la nazione, delle prospettive sicure e dei mezzi chiari per la riunificazione della patria. Ecco perché, nel pomeriggio del 23 giugno scorso, abbiamo presentato l’orientamento in cinque punti per la riunificazione della patria, come una nuova iniziativa per la salvezza nazionale.
 L’orientamento in cinque punti che abbiamo presentato per la riunificazione della patria propone sostanzialmente l’eliminazione dello stato di scontro militare e l’attenuazione della tensione tra Nord e Sud, la realizzazione della collaborazione e di scambi multiformi tra il Nord e Sud, la convocazione di una grande assemblea nazionale che veda la partecipazione dei rappresentanti delle diverse classi e dei diversi strati popolari e dei diversi partiti e le diverse organizzazioni sociali del Nord e del Sud, la costituzione di una federazione del Nord e del Sud sotto l’unico appellativo di Repubblica federale di Koryo, e l’adesione all’ONU sotto l’unico appellativo di Repubblica federale di Koryo.
 Noi proponiamo anzitutto di eliminare lo stato di scontro militare e di eliminare la tensione, allo scopo di migliorare i rapporti tra Nord e Sud e di accelerare la riunificazione pacifica della patria.
 L’eliminazione dello stato di scontro militare e la distensione tra Nord e Sud costituiscono attualmente il problema più urgente, il problema chiave che è necessario risolvere per dissipare i malintesi e la diffidenza tra Nord e Sud, per approfondire la comprensione e la fiducia reciproche, per creare un’atmosfera favorevole alla grande unione nazionale, per migliorare i rapporti tra Nord e Sud e per riunificare pacificamente il paese.
 Il fatto stesso che il Nord e il Sud dispongano entrambi di immense forze militari e si trovino in uno stato di scontro militare costituisce non solo un fattore di minaccia per la pace del nostro paese, ma anche una fonte di malintesi e di diffidenza.
 Soltanto la soluzione di questo problema fondamentale permetterà di eliminare la tensione e la diffidenza tra Nord e Sud, di creare un’atmosfera di fiducia e di risolvere con successo tutti i problemi, sulla base della fiducia reciproca. Fare appello alla riunificazione pacifica e al tempo stesso continuare a brandire il pugnale è una contraddizione in termini. Se non si depone il pugnale, non sarà possibile creare da una parte e dall’altra un’atmosfera di fiducia né risolvere, adeguatamente nessuno dei problemi, grandi e piccoli, che riguardano la riunificazione del paese, a cominciare da quello della collaborazione e degli scambi tra il Nord e il Sud.
 È per questi motivi che noi abbiamo più volte presentato alle autorità sudcoreane, come primo passo da compiere verso la riunificazione pacifica del paese, la proposta in cinque punti, la cui sostanza è la cessazione dell’aumento delle forze armate e della corsa agli armamenti, l’evacuazione di tutte le truppe straniere, la riduzione degli effettivi militari e degli armamenti, la cessazione, dell’importazione di armi dall’estero e la conclusione di un accordo di pace.
 Le autorità sudcoreane propongono invece di lasciare da parte questi problemi urgenti per dedicarsi soltanto alla soluzione di problemi di importanza secondaria. Questo significa che esse non desiderano veramente l’approfondimento della fiducia reciproca né la grande unione nazionale, ma che intendono mantenere e consacrare la divisione del paese, perpetuando dunque questa piaga nazionale.
 Noi proponiamo poi di avviare una collaborazione e cambi multiformi tra Nord e Sud in vari campi ― politico, militare, diplomatico, economico e culturale ― per migliorare i rapporti tra Nord e Sud e affrettare la riunificazione del paese.
 La collaborazione e gli scambi multiformi tra Nord e Sud sono della massima importanza per il ristabilimento dei legami nazionale e per la creazione delle necessarie condizioni preliminare alla riunificazione. D’altra parte, soltanto la collaborazione e gli scambi multiformi tra Nord e Sud permetteranno di consolidare un eventuale accordo di pace concluso tra Nord e Sud.
 Le autorità sudcoreane propongono soltanto a parole di «aprire completamente» le società delle due parti del paese, ma in realtà hanno paura di abbattere qualsiasi barriera tra il Nord e il Sud e si oppongono ostinatamente agli scambi e alla collaborazione attiva tra le due parti.
 Attualmente le autorità sudcoreane, alleandosi alle forze straniere anziché collaborare con i loro compatrioti, accolgono senza alcuna base restrizione il capitale monopolistico straniero e tendono a trasformare completamente l’economia sudcoreana in un’economia dipendente; esse arrivano al punto di accogliere delle industrie inquinanti, rifiutate all’estero come «pattumiere», e contaminano le nostre belle montagne e i nostri fiumi.
 Se le autorità sudcoreane hanno la minima coscienza nazionale, esse devono scegliere di sviluppare l’economia a vantaggio della nostra nazione, attraverso lo sfruttamento comune delle ricchezze naturali del nostro paese e di avviare la collaborazione nazionale in tutti i campi.
 Noi proponiamo inoltre di far partecipare tutte le classi e tutti gli strati della popolazione del Nord e del Sud alle attività patriottiche nazionali tendenti alla riunificazione della patria, allo scopo di risolvere il problema della riunificazione del paese conformemente alla volontà e alle esigenze del nostro popolo.
 Il dialogo avviato tra Nord e sud per la riunificazione della patria non deve aver luogo unicamente al livello delle autorità delle due parti, ma deve estendersi su scala nazionale. Per questo, noi abbiamo proposto di convocare una grande assemblea nazionale composta dai rappresentati di tutte le classi e tutti gli strati sociali del Nord e del Sud ― operai, contadini, lavoratori intellettuali, giovani studenti e soldati della metà nord, e operai, contadini, giovani studenti, intellettuali, militari, capitalisti nazionali e piccoli borghesi della Corea del sud ― e dai rappresentanti di tutti i partiti politici e di tutte le organizzazioni sociali del Nord e del Sud, e di risolvere, attraverso ampie discussioni nell’ambito di questa assemblea, il problema della riunificazione del paese.
 Noi proponiamo, d’altra parte, di costituire sotto un unico nome di Stato una federazione del Nord e del Sud, allo scopo di accelerare la riunificazione del paese.
 Evidentemente, possono esistere diversi mezzi per giungere alla completa riunificazione del paese. Nelle condizioni attuali, il mezzo più ragionevole per realizzare la riunificazione è quello di convocare una grande assemblea nazionale, di realizzare l’unione nazionale e, su questa base, di creare una federazione del Nord e del Sud, conservando per qualche tempo i due regimi esistenti nelle due parti del paese.
 Nel caso venisse creata la federazione, sarebbe preferibile riprendere il nome di Koryo, che era ampiamente conosciuto nel mondo come appellativo dello stato unificato di tutto il paese, e chiamare lo Stato federale Repubblica federale di Koryo. Questo nome è il più adeguato in quanto è accettabile per entrambe le parti.
 La fondazione della Repubblica federale di Koryo aprirà una fase decisiva, favorevole al superamento della divisione del paese, alla realizzazione su tutti i piani di legami e collaborazione tra Nord e Sud, e all’accelerazione della completa riunificazione.
 Infine, noi proponiamo che venga impedita la consacrazione e la perpetuazione della divisione del nostro paese in «due Coree» e auspichiamo che il Nord e il Sud collaborino anche nel campo dei rapporti internazionali.
 Noi attualmente sviluppiamo rapporti secondo i principi dell’uguaglianza e del vantaggio reciproco con tutti i paesi che hanno un atteggiamento amichevole nei confronti della nostra repubblica, ma dobbiamo opporci risolutamente a qualsiasi tentativo teso ad approfittare di questo fatto per creare «due Coree».
 Il Nord e il Sud non devono aderire separatamente all’ONU; se essi vogliono aderirvi prima della riunificazione del paese, devono almeno costituire una federazione, in modo da aderire all’ONU come unico Stato sotto l’appellativo di Repubblica federale di Koryo.
 Comunque, nel caso in cui, indipendentemente dalla questione dell’adesione all’ONU, il problema coreano venga sottoposto all’esame dell’ONU, il rappresentante della nostra repubblica, parte interessata, dovrà naturalmente essere presente al dibattito e prendervi la parola.
 La nostra nazione non potrà mai vivere divisa in due, poiché è una nazione omogenea che nel corso della sua lunga storia ha sempre avuto una sola cultura e una sola lingua.
 La realizzazione dell’orientamento in cinque punti per la riunificazione del paese da noi appena enunciata costituirà una grande svolta nel compimento dell’opera storica della riunificazione della patria per via pacifica, in accordo con l’aspirazione comune del nostro popolo e dei popoli del mondo intero, e secondo i principi della dichiarazione congiunta del Nord e del Sud.
 La pubblicazione dell’orientamento in cinque punti sulla riunificazione della patria ha dato una nuova e più chiara risposta alla seguente domanda: chi si oppone veramente alla scissione e aspira alla riunificazione, e chi, invece, si oppone alla riunificazione e persegue la scissione? Oggi i popoli del mondo possono vedere chiaramente che il nostro Partito e il Governo della nostra Repubblica fanno ogni sforzo per impedire la perpetuazione della scissione della nostra nazione e per realizzare la riunificazione della patria conformemente lo Stato federale Repubblica federale di Koryo. Questo nome è il più adeguato in quanto è accettabile per entrambe le parti.
 La fondazione della Repubblica federale di Koryo aprirà una fase decisiva, favorevole al superamento della divisione del paese, alla realizzazione su tutti i piani di legami e collaborazione tra Nord e Sud, e all’accelerazione della completa riunificazione.
 Infine noi proponiamo che venga impedita la consacrazione e la perpetuazione della divisione del nostro paese in «due Coree» e auspichiamo che il Nord e il Sud collaborino anche nel campo dei rapporti internazionali.
 Noi attualmente sviluppiamo rapporti secondo i principi dell’uguaglianza e del vantaggio reciproco con tutti i paesi che hanno un atteggiamento amichevole nei confronti della nostra repubblica, ma dobbiamo opporci risolutamente a qualsiasi tentativo teso ad approfittare di questo fatto per creare «due Coree».
 Il Nord e il Sud non devono aderire separatamente all’ONU; se essi vogliono aderirvi prima della riunificazione del paese, devono almeno costituire una federazione, in modo da aderire all’ONU come unico Stato sotto l’appellativo di Repubblica federale di Koryo.
 Comunque, nel caso in cui, indipendentemente dalla questione dell’adesione all’ONU, il problema coreano venga sottoposto all’esame dell’ONU, il rappresentante della nostra repubblica, parte interessata, dovrà naturalmente essere presente al dibattito e prendervi la parola.
 La nostra nazione non potrà mai vivere divisa in due, poiché è una nazione omogenea che nel corso della sua lunga storia ha sempre avuto una sola cultura e una sola lingua.
 La realizzazione dell’orientamento in cinque punti per la riunificazione del paese da noi appena enunciata costituirà una grande svolta nel compimento dell’opera storica della riunificazione della patria per via pacifica, in accordo con l’aspirazione comune del nostro popolo e dei popoli del mondo intero, e secondo i principi della dichiarazione congiunta del Nord e del Sud.
 La pubblicazione dell’orientamento in cinque punti sulla riunificazione della patria ha dato una nuova e più chiara risposta alla seguente domanda: chi si oppone veramente alla scissione e aspira alla riunificazione, e chi, invece, si oppone alla riunificazione e persegue la scissione? Oggi i popoli del mondo possono vedere chiaramente che il nostro Partito e il Governo della nostra Repubblica fanno ogni sforzo per impedire la perpetuazione della scissione della nostra nazione e per realizzare la riunificazione della patria conformemente alla volontà e all’aspirazione di tutto il popolo coreano, mentre gli imperialisti americani e le autorità sudcoreane si oppongono ostinatamente alla riunificazione del nostro paese e complottano per dividere per sempre la Corea in due.
 L’orientamento in cinque punti che abbiamo appena pubblicato per la riunificazione della patria costituisce un duro colpo inflitto agli scissionisti all’interno e all’esterno del paese. La pubblicazione dell’orientamento ha confutato la sedicente «dichiarazione speciale» delle autorità sudcoreane e ha smascherato i complotti e gli intrighi perfidi orditi in mille modi dagli imperialisti americani e dai loro lacchè sotto l’insegna della «riunificazione pacifica».
 È fuori di dubbio che il nostro ordinamento in cinque punti per la riunificazione della patria sarà appoggiato e accolto calorosamente da un numero sempre crescente di popoli e che le manovre per la creazione di «due Coree» degli imperialisti americani e delle autorità sudcoreane solleveranno la protesta e la condanna dei popoli del mondo intero.
 Il nostro orientamento in cinque punti per la riunificazione della patria è quanto mai giusto, equo e ragionevole, in quanto è accettabile per chiunque ami veramente il suo paese e la sua nazione e aspiri alla riunificazione della sua patria; la sua attuazione costituisce la sola via per realizzare la riunificazione indipendente e pacifica della patria conformemente alla volontà e l’aspirazione comuni di tutta la nazione.
 In futuro noi dovremo fare tutto il possibile per realizzare al più presto l’orientamento in cinque punti per la riunificazione della patria.
 Dobbiamo spiegare e diffondere ampiamente l’orientamento tra il popolo coreano, al Nord come al Sud, e chiamare il popolo alla lotta sacra per la riunificazione indipendente e pacifica della patria.
 Dovremo inoltre far conoscere ampiamente l’orientamento in cinque anche all’estero. Bisognerà fare in modo che il più gran numero di persone possibile in tutto il mondo conosca con precisione l’orientamento del nostro Partito e del Governo della nostra Repubblica per la riunificazione indipendente e pacifica e che le file dei sostenitori e dei simpatizzanti della lotta del nostro popolo per la riunificazione della patria si ingrossino incessantemente.
 L’orientamento in cinque punti per la riunificazione della patria e la lotta rivoluzionaria del nostro popolo per realizzarlo sono completamente giusti. Un popolo che, levando la bandiera della giustizia, lotta per una causa giusta non potrà che trionfare. Sebbene attualmente il cammino della nostra lotta per la riunificazione indipendente e pacifica dalla patria sia irto di difficoltà e di ostacoli, il popolo coreano del Nord e del Sud, grazie alla sua lotta coraggiosa e grazie al sostegno e all’incoraggiamento attivi dei popoli progressisti del mondo intero, finirà per sventare le manovre tendenti alla perpetuazione della divisione messe in atto dagli scissionisti interni ed esterni e porterà sicuramente a termine l’opera storica della riunificazione della patria.