Discorso pronunciato al banchetto offerto dal Comitato centrale del Partito
comunista cinese e dal Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese
al Palazzo dei congressi del popolo a Pechino in onore della delegazione
di partito e di governo della Repubblica popolare democratica di Corea

18 aprile 1975

   Cari compagni e amici,
 oggi noi siamo molto contenti di visitare nuovamente, dopo un lungo intervallo, la Repubblica popolare cinese, paese fratello, e di sederci amichevolmente attorno alla stessa tavola con voi, intimi compagni d’armi.
 Desidero prima di tutto ringraziare profondamente il compagno Mao Tse-tung, grande leader del popolo cinese e intimo amico del popolo coreano, il Comitato centrale del Partito comunista cinese e il governo della Repubblica popolare cinese di avere gentilmente invitato la nostra delegazione a visitare la Cina e di averci offerto un’ospitalità del tutto particolare.
 Nello stesso tempo, vorrei trasmettere i calorosi saluti militanti di tutto il popolo coreano al fratello popolo cinese.  Sono anche molto contento di incontrare qui Samdech Norodom Sihanouk, capo di Stato di Cambogia, e il nostro intimo compagno d’armi Samdech Penn Nouth ed altri amici di Cambogia, e desidero ringraziarli profondamente della loro calda accoglienza.
 Da quando ieri abbiamo lasciato il nostro paese e posato il piede a Dandong fino al nostro arrivo a Pechino, ovunque siamo stati oggetto della calorosa accoglienza del popolo cinese. La grandiosa accoglienza piena d’ardore rivoluzionario che ci ha riservato oggi la popolazione di Pechino ha dato in tutta la sua bellezza l’immagine della grande amicizia coreana-cinese e ha dimostrato al mondo intero la potenza invincibile di questa amicizia.
 Al nostro arrivo a Pechino, abbiamo potuto avere un incontro memorabile con il compagno Mao Tse-tung con il quale ci siamo intrattenuti amichevolmente in cordiale atmosfera. È una testimonianza della particolare attenzione prestata alla nostra delegazione. Me ne rallegro molto.
 L’amicizia coreano-cinese è un’amicizia militante fra due fratelli di classe, basata sul marxismo-leninismo e l’internazionalismo proletario, una preziosa amicizia suggellata col sangue nella lotta comune contro l’imperialismo, un’amicizia immortale che si rafforzerà a dispetto di ogni prova.
 Siamo convinti che la nostra visita in Cina contribuirà grandemente a condurre le relazioni d’amicizia e di cooperazione tradizionali fra i nostri due partiti, i nostri due paesi e i nostri due popoli ad uno stadio più elevato conformemente alle tendenze di sviluppo del nostro tempo e ad accelerare il movimento rivoluzionario in Asia e nel mondo.
 La nostra epoca, nuova epoca storica nella quale la generale crisi dell’imperialismo va aggravandosi e nella quale i popoli dei paesi socialisti e del Terzo mondo si sono eretti padroni nell’arena mondiale, è caratterizzata da una lotta incessante fra le forze caduche e le nuove forze ascendenti.
 Con l’approfondimento della crisi economica e l’accentuarsi della crisi politica e delle contraddizioni sociali nel mondo capitalista, gli imperialisti si attaccano sempre di più alla loro politica di guerra, di minaccia e di ricatto per trovare una via d’uscita, mentre la lotta antimperialista dei popoli dei paesi socialisti, del Terzo mondo e della classe operaia internazionale acquista slancio su scala mondiale.
 Allo stadio attuale, nel momento in cui la lotta fra le forze rivoluzionarie e le forze controrivoluzionarie si fa sempre più accanita nell’arena internazionale, si rivela di un’immensa importanza che i popoli dei nostri due paesi rinforzino la loro comune lotta antimperialista.
 Approfitteremo di questa nostra visita per procedere con i compagni cinesi a un sufficiente scambio di vedute sui problemi dell’evoluzione delle attuali relazioni internazionali e prendere con loro delle misure efficaci affinché i popoli dei due paesi possano, nella loro ulteriore lotta comune, fare fronte all’impetuoso cambiamento della situazione.  Già da molto tempo, i popoli dei due paesi, Corea e Cina, la mano nella mano in stretta unione, si sono aperti la strada per la liberazione nazionale e l’emancipazione di classe, la rivoluzione socialista e la costruzione del socialismo, e hanno imparato dall’esperienza della vita che sono, per il loro destino, inseparabili come i denti e le labbra.
 È grazie alla solidità della loro unione nella lotta, che i popoli dei nostri due paesi hanno, in passato, annientato gli imperialisti giapponesi e respinto gli aggressori imperialisti americani. Anche in futuro, i popoli dei due paesi, in quanto compagni d’arme e fratelli, lotteranno fianco a fianco e vinceranno.
 Attualmente, la situazione fra i nostri due paesi è eccellente e la loro potenza si rafforza sempre di più.
 Sotto la direzione del compagno Mao Tse-tung e del Partito comunista cinese con lui alla testa, il popolo cinese fratello, forte dello spirito rivoluzionario d’indipendenza, di sovranità e di fiducia in se stesso di cui ha dato prova, ha riportato grandi successi nella rivoluzione socialista e la costruzione socialista e ha trasformato in un breve lasso di tempo la vecchia Cina retrograda in una nuova Cina socialista.
 La politica di blocco e d’isolamento degli imperialisti riguardo la Cina è vergognosamente fallito, mentre la Repubblica popolare di Cina è cresciuta e si è rinforzata fino a diventare una potente forza rivoluzionaria antimperialista in Asia e il suo prestigio s’innalza più che mai sul piano internazionale. In questi ultimi anni, attraverso la grande rivoluzione culturale proletaria e il movimento di critica di Lin Piao e di Confucio, la Cina ha consolidato la dittatura del proletariato, ha rinforzato la coesione dell’intero popolo, ha rinvigorito la sua potenza economica e le sue capacità di difesa nazionale e ha rinnovato le attitudini spirituali e morali del popolo. Infatti, attualmente, il popolo cinese vive un’epoca di prosperità nazionale mai conosciuta nella sua storia più volte millenaria.
 Se la Cina, caratterizzata dal dominio storico della miseria e della carestia e da un’immensa popolazione, ogni anno realizza abbondanti raccolti, mentre il mondo soffre della crisi dei viveri, se ha magnificamente risolto il problema del cibo, del vestiario e degli alloggi per il popolo e se, riguadagnando il ritardo che la conservava al margine della civiltà tecnica moderna, ha rapidamente sviluppato l’economia e la cultura, la scienza e la tecnica fino a lanciare dei satelliti artificiali dalla terra, tutto ciò non poteva prodursi che all’epoca attuale, cioè all’epoca della direzione del Partito comunista cinese.
 Tutti i cambiamenti storici recenti in Cina sono i brillanti frutti delle attività rivoluzionarie inflessibili di lungo respiro e della direzione chiaroveggente del compagno Mao Tse-tung, che ha fondato il Partito comunista cinese, che l’ha condotto sul solo cammino della vittoria e che si è interamente consacrato alla libertà e alla felicità del popolo cinese, è il luminoso risultato della sua linea rivoluzionaria, che è una applicazione creatrice della verità universale del marxismo-leninismo alla pratica concreta della rivoluzione cinese.
 Il popolo coreano considera il successo ottenuto dal popolo cinese, fratello nella rivoluzione e nell’edificazione, come una vittoria comune dei popoli rivoluzionari del mondo intero e lo felicita caldamente.
 Il X Congresso del Partito comunista cinese e la prima sessione della IV legislatura dell’Assemblea popolare nazionale della Repubblica popolare di Cina hanno dimostrato che l’unione del Partito, dello Stato, del popolo e dell’esercito in Cina ha raggiunto un nuovo stadio più elevato sotto la bandiera della dittatura del proletariato e che si è rinsaldata.  Noi auguriamo sinceramente al fratello popolo cinese delle sempre più grandi vittorie nella lotta di costruzione che conduce per fare della Cina una potenza socialista moderna e nella sua grande opera di liberazione di Taiwan e di riunificazione di tutta la Cina.
 Quanto al popolo coreano, dopo la liberazione della sua patria, esso ha, sotto la direzione del suo partito, materializzato la linea rivoluzionaria di sovranità, di indipendenza e di autodifesa nella metà nord della repubblica, trasformando così in un breve lasso di tempo il suo paese in ritardo in un potente Stato socialista, sovrano e indipendente, la cui solidità è a tutta prova.
 Attualmente, per realizzare prima del termine, anche quest’anno in occasione del XXX anniversario della fondazione del Partito del lavoro di Corea, il piano sessennale presentato dal suo V Congresso, il nostro popolo accelera maggiormente la sua marcia di Chollima.
 Nel nostro paese, dato che la costruzione del socialismo ha raggiunto una tappa elevata e che l’approfondimento continuo della rivoluzione ideologica ha accelerato la rivoluzionarizzazione di tutta la società e la sua trasformazione in classe operaia, l’edificazione economica socialista si effettua con maggior successo e un nuovo slancio si produce su tutti i fronti.
 La riuscita della costruzione del socialismo nei due paesi, Corea e Cina, e la solidarietà militante dei due popoli costituiscono un potente fattore di rafforzamento delle forze socialiste e delle forze antimperialiste di liberazione nazionale nel mondo e l’accelerazione della rovina delle forze d’aggressione imperialiste in Asia.
 Cari compagni e amici, dopo la seconda guerra mondiale, una grande svolta rivoluzionaria ha avuto luogo in Oriente e la fisionomia dell’Asia ha subìto un cambiamento radicale; l’Asia colonizzata, l’Oriente arretrato che ieri conoscevamo, è sparito per sempre e una nuova Asia è nata che marcia verso l’indipendenza, il progresso e la prosperità.
 Il fatto che gli imperialisti americani abbiano, sul piano militare, subìto una cocente sconfitta nella guerra di Corea entrando nel loro declino, abbiano subìto degli scacchi reiterati nella loro guerra d’aggressione in Indocina e abbiano fallito nella loro politica ostile riguardo la Cina ha dimostrato che attraverso nessuna manovra disperata gli imperialisti possono ostacolare la lotta di liberazione dei popoli né arrestare il progresso vittorioso del socialismo. In questi ultimi tempi, gli imperialisti americani stanno subendo un nuovo colpo mortale in Indocina, e stanno affondando nel pantano di una sconfitta irrimediabile.
 Ieri, le forze armate popolari di liberazione nazionale di Cambogia hanno sconfitto la cricca traditrice di Lon Nol, lacchè dell’imperialismo americano, e hanno finalmente liberato Phnom Penh.
 È questa una grande vittoria che il popolo cambogiano patriota ha riportato al termine di cinque anni di lotta eroica anti-USA per la salvezza nazionale, ed è ugualmente una nuova vergognosa sconfitta che gli imperialisti americani hanno subìto in Asia.
 Questa gloriosa vittoria del popolo cambogiano sull’imperialismo americano e il suo servitorume, costituisce un importante contributo alla lotta antimperialista di liberazione nazionale delle nazioni oppresse e un avvenimento storico che esercita una grande influenza sulla evoluzione della situazione d’insieme nel Sud-est asiatico.
 Ho colto questa occasione per felicitarmi caldamente con le forze armate popolari di liberazione nazionale di Cambogia delle brillanti vittorie che hanno riportate, sotto la direzione del Fronte unito nazionale di Kampuchea presieduto da Samdech Norodom Sihanouk, capo di Stato di Cambogia, e del governo reale d’unione nazionale di Cambogia, nelle loro operazioni per la liberazione di Phnom Penh e nella loro grande opera di liberazione del paese intero.
 Attualmente, in Sud Vietnam, anche la cricca fantoccio saigonese subisce i potenti colpi di castigo del popolo sudvietnamita e delle sue forze armate popolari di liberazione e gli incombe la minaccia di crollare.
 Gli imperialisti hanno utilizzato in Asia via via diversi metodi e sotterfugi quali l’intervento armato diretto, la dominazione neo-colonialista per il tramite di fantocci e la «nuova politica asiatica», il cui fine consisteva nel mettere gli asiatici contro gli asiatici. Ma non hanno potuto raddrizzare la loro situazione già in declino e sono stati ridotti agli estremi al punto che non possono più restare in Asia.
 Noi appoggiamo attivamente la lotta dei popoli indocinesi contro l’imperialismo americano e i suoi lacchè e la lotta antimperialista di liberazione nazionale di tutti i popoli d’Asia.
 Appoggiamo attivamente la lotta condotta dai popoli arabi per rientrare in possesso delle terre arabe occupate e ristabilire il popolo palestinese nei suoi diritti nazionali, e esprimiamo la nostra ferma solidarietà con la lotta antimperialista e anticolonialista dei popoli d’Africa e d’America latina.
 L’Africa, chiamata ieri continente delle tenebre, si sta trasformando in un nuovo continente, pronto a salutare la luce della sua completa liberazione; in America latina, il sistema coloniale dell’imperialismo è scosso fino alle fondamenta. Nell’ora attuale, la lotta dei popoli del Terzo mondo si approfondisce e si sviluppa: essi conducono una lotta comune e collettiva per consolidare l’indipendenza politica già acquisita e, nello stesso tempo, ottenere la loro completa liberazione economica, demolire l’ordine economico internazionale superato costruito dagli imperialisti e stabilire un ordine internazionale nuovo. A causa della comunanza delle loro antiche situazioni e delle lotte che conducono oggi, il popolo coreano e quelli del Terzo mondo si mantengono saldamente sul medesimo fronte e conducono in stretto legame una lotta comune.
 Per la verità, mai l’aspetto del mondo è cambiato così impetuosamente in profondità e in estensione come oggi.
 Nato dalla lotta, il Terzo mondo, in quanto potente forza rivoluzionaria antimperialista della nostra epoca, costituisce una grande forza motrice per il progresso della storia dell’umanità.
 La lotta comune del Terzo mondo, che rappresenta la maggior parte della popolazione mondiale e possiede immensi territori e risorse naturali inesauribili, è una grande lotta che tronca il filo della vita all’imperialismo mondiale.
 Quando il colonialismo antico e nuovo sarà completamente liquidato in Asia, in Africa e in America latina, né l’Europa occidentale imperialista né l’America del nord imperialista potranno più esistere.
 Ciò non significa, certo, che l’imperialismo si ritirerà di sua propria volontà dalle sue posizioni.
 È logico che, più gli imperialisti si cacciano in un vicolo cieco, più si attaccano alla duplice tattica, tenendo in una mano il ramo d’olivo e nell’altra la baionetta, e insistono mostruosamente nei loro complotti d’aggressione e di guerra sotto la copertura della «pace».
 Attualmente, gli imperialisti manovrano, come è noto a tutti, per trovare una soluzione alla loro crisi economica sempre più grave in una nuova guerra d’aggressione avventuristica.
 Tuttavia, la guerra non offrirà loro alcuna soluzione.
 La storia dimostra che tutte le guerre d’aggressione degli imperialisti si sono concluse con la loro disfatta. E oggi, se essi faranno di nuovo ricorso alla guerra, ciò accelererà la rovina definitiva dell’imperialismo.
 Raddoppiando sempre la vigilanza di fronte alla minaccia di guerra degli imperialisti, noi resteremo ben preparati ad affrontare vittoriosamente il grande avvenimento rivoluzionario che si avvicina, che si tratti di una guerra o di una rivoluzione.
 Consideriamo necessario che per vincere l’imperialismo, dobbiamo mantenere e consolidare la pace e affrettare la vittoria della rivoluzione, che noi dobbiamo opporre la nostra lancia alla lancia del nemico e i nostri princìpi rivoluzionari alla soperchieria di «pace» del nemico, distruggendo così completamente la tattica controrivoluzionaria duplice degli imperialisti.
 Se si uniscono fermamente, e se infliggono ovunque colpi incessanti all’imperialismo ed esercitano pressione su di esso, le forze rivoluzionarie antimperialiste del mondo intero finiranno col distruggerlo e col riportare la vittoria definitiva della rivoluzione.
 La lotta che il nostro popolo conduce oggi per riunificare la sua patria divisa è uno degli anelli importanti della catena della lotta antimperialista per la liberazione nazionale che si svolge su scala mondiale.
 Mentre il sistema coloniale dell’imperialismo nel suo insieme sta crollando, la dominazione coloniale dell’imperialismo americano nella Corea del sud non potrà in alcun modo restare intatta.
 Incoraggiati dai successi della costruzione del socialismo nella metà settentrionale della repubblica, tutti i settori della popolazione sud-coreana lottano ogni giorno con maggior vigore contro il fascismo, per la democrazia; la dominazione fascista militare coloniale dell’imperialismo americano e del gruppo dei suoi servitori si ingolfa in una seria crisi.
 Per uscire dalla loro crisi, l’imperialismo americano e i governanti sud-coreani cercano ancora di soffocare sulla punta delle baionette il malcontento e l’indignazione popolari accumulati alla base della società sud-coreana, ciò condurrà a una esplosione rivoluzionaria di proporzioni mai viste.
 Se scoppiasse nella Corea del sud una rivoluzione, noi, compatrioti della popolazione sud-coreana, non potremo restare semplici spettatori, e porteremo a questa un aiuto attivo.
 Se il nemico scatena insensatamente la guerra, noi risponderemo risolutamente con la guerra e distruggeremo completamente l’aggressore.
 In questa guerra noi avremo da perdere soltanto la linea di demarcazione militare, ma guadagneremo la riunificazione della patria.
 Attualmente, la pace e la guerra in Corea dipendono, in ultima analisi, dall’atteggiamento degli Stati Uniti i quali, detenendo tutti i poteri reali nella Corea del sud, vi si comportano da padroni.
 Se essi vogliono realmente la pace in Corea e se non intendono impedire la riunificazione pacifica della Corea, essi debbono cessare di incitare le forze traditrici e disapprovate dal popolo nella Corea del sud e rinunciare a immischiarsi nei suoi affari interni in modo che esso popolo possa democratizzare la società e fondare un regime democratico quale esso desidera.
 L’imperialismo americano deve abbandonare i suoi progetti aggressivi che consistono a fabbricare «due Coree» e a mantenere per sempre la Corea del Sud come colonia e base militare, e deve ritirarsi dalla Corea del sud.
 Se le truppe statunitensi si ritirano dalla Corea del sud e una personalità democratica provvista di coscienza nazionale accede al potere, come lo reclama la popolazione sud-coreana, noi garantiremo sicuramente una pace durevole in Corea e gli stessi coreani risolveranno magnificamente e in termini pacifici il problema della riunificazione della Corea.
 Il Partito comunista cinese, il governo della Repubblica popolare di Cina e il popolo cinese appoggiano e incoraggiano sempre attivamente il nostro popolo nella sua giusta lotta per la riunificazione pacifica e indipendente del paese.
 Colgo questa occasione per ringraziare sentitamente il Partito comunista cinese, il governo della Repubblica popolare di Cina e il popolo cinese per l’aiuto accordato al nostro popolo durante la guerra di Corea al prezzo del sangue dei loro volontari, per l’aiuto considerevole che essi hanno dato alla nostra opera di ricostruzione nel dopoguerra e a quella per l’edificazione del socialismo e per le intense attività che essi esplicano nell’arena internazionale in favore della lotta del nostro popolo per la riunificazione della patria.
 Cari compagni e amici, l’avvenire del mondo appartiene ai popoli che marciano tenendo ben alto il vessillo del marxismo-leninismo, la bandiera rivoluzionaria della lotta antimperialista.
 Per accelerare l’opera comune antimperialista e far trionfare definitivamente la causa socialista, il popolo coreano marcerà, anche per l’avvenire ed eternamente, gomito a gomito con il fratello popolo cinese e combatterà indissolubilmente unito ai popoli dei paesi socialisti, ai popoli del Terzo mondo e a tutti i popoli progressisti della terra.
 Approfitto dei sentimenti d’amicizia fraterna di cui questi luoghi sono pieni per proporre un brindisi all’amicizia e alla solidarietà militanti ed eterne fra il popolo coreano e quello cinese,
 alla prosperità e allo sviluppo della Repubblica Popolare di Cina,
 alla prosperità dei popoli dei paesi socialisti, dei popoli dei paesi del Terzo mondo e dei popoli progressisti di tutta la terra.