Kim-Jong-Il


KIM JONG IL

sintesi dell’attività rivoluzionaria

L’attività politica

Kim Jong Il nacque nel 1942 in un campo segreto sul Monte Paektu, durante la guerriglia antigiapponese. Otto anni dopo, la Corea Popolare si trovò ad affrontare l’imperialismo americano, in una delle più feroci guerre scatenate dagli USA. Questi eventi temprarono non solo il popolo coreano che ne fu protagonista, ma anche le generazioni successive, ed influenzarono le scelte politiche dei decenni a venire.

Come gli altri giovani della sua generazione, nonostante le guerre e la ricostruzione del Paese, Kim Jong Il poté studiare fino a laurearsi (nel 1964) in Economia politica con una tesi sul ruolo della contea nella costruzione del socialismo, con attenzione verso i risvolti economici. Agli studi superiori e universitari venivano associati tirocini nelle fabbriche (Kim Jong Il ad esempio lavorò in una fabbrica produttrice di macchinari per l’industria tessile) e il lavoro volontario, prevalentemente da operaio nella ricostruzione delle infrastrutture. Sia da membro della Lega della Gioventù Democratica che poi del Partito, Kim Jong Il diede il suo contributo al miglioramento di queste attività, anche con testi che successivamente sono stati pubblicati e ri-pubblicati nel primo volume delle Opere.
A Kim Jong Il veniva riconosciuta una grande capacità organizzativa e di ascolto, caratteristiche che favorivano (assieme al grande lavoro teorico) il suo ingresso nel Partito.

Di pari passo con il lavoro ideologico (si veda il prossimo capitolo), Kim Jong Il ha contribuito, dagli anni ’60 del secolo scorso, alla lotta politica del Partito del Lavoro di Corea contro il revisionismo moderno che stava prendendo piede in alcuni paesi socialisti, evitando però di scadere nelle polemiche e nelle scomuniche tra paesi e partiti fratelli che proprio in quegli anni spaccavano il movimento comunista e antimperialista mondiale, a tutto vantaggio degli USA e quindi dell’imperialismo.

Nella seconda metà degli anni ’60, anche in seno al PLC si dovette procedere allo sradicamento delle fazioni che si rifacevano al revisionismo (nella fattispecie si trattava di membri del Partito che propugnavano l’inserimento di elementi capitalistici nell’amministrazione dell’industria, oppure la cooperazione tra le classi) o che operavano in maniera burocratica, soprattutto nel settore militare: Kim Jong Il si impegnò a smascherare questi elementi con un lungo lavoro che ne portò all’espulsione nel 1969, Ciò fu un passo avanti epocale per l’unificazione della base ideologica del Partito, che portò a Kim Jong Il il rispetto dei veterani e della gioventù coreana.

La lotta condotta dal Partito e della Corea Popolare a livello internazionale negli anni ’60 e ’70, per l’unita del fronte antimperialista e del campo socialista, ebbe un notevole impatto sui popoli che lottavano per l’indipendenza nazionale, ai quali la RPDC fornì un aiuto fondamentale per l’uscita dal dominio dell’imperialismo, in Asia come in Africa e in Sud America: i riconoscimenti e le condoglianze arrivati a Pyongyang nel dicembre 2012, in occasione della scomparsa del dirigente nordcoreano, ne sono la sincera testimonianza. Grazie al notevole sviluppo dell’industria e dell’agricoltura, la RPDC diventa un modello per i paesi in via di sviluppo: se Kim Il Sung è l’ispiratore di questi successi, Kim Jong Il ne è il principale artefice, dirigendo il Movimento “Bandiera rossa delle tre rivoluzioni” (ideologica, tecnologica e culturale).

Gli anni ’80 si sono aperti col VI° Congresso del Partito del Lavoro di Corea, in cui venne adottato un nuovo Statuto (la cui prima stesura fu redatta in gran parte da Kim Jong Il) imperniato sull’Idea del Juché. Il VI° Congresso segnò un notevole ricambio generazionale dei dirigenti del Partito. Kim Jong Il fu il promotore di questo ricambio, e fu anche il promotore di un generale “restyling” della capitale e in generale di molte località del paese: a proposito di Pyongyang, alcuni monumenti simbolo della città come la Torre del Juché, il Monumento della Fondazione del Partito, l’enorme Stadio Primo Maggio nonché i maggiori quartieri residenziali sono stati edificati in quel periodo.
Consapevole della crisi che stava iniziando a corrodere i paesi socialisti est europei, Kim Jong Il lanciò un movimento di emulazione allo scopo di velocizzare la produzione ed incentivò i tecnici e gli scienziati al fine di colmare il gap tecnologico e scientifico con i paesi capitalisti avanzati.

L’ultimo decennio del XX° secolo rappresentò per la Corea Popolare l’ennesima, dura sfida, paragonabile alla Guerra dei primi anni ’50. Il collasso dei paesi socialisti est europei e la sostituzione dei governi popolari con governi spesso ostili aveva privato la RPDC di importanti partner economici e politici, fondamentali per le delicate questioni diplomatiche e per gli equilibri nella diatriba con Seoul e gli occupanti americani. Grazie all’impostazione dell’economia sulla base del Juché, la Corea riuscì sì ad evitare il tracollo ma non un generale impoverimento del paese, a cui si sommarono le inondazioni e la carestia degli ultimi anni del decennio, nonché le sanzioni imposte dagli USA e i tentativi di minare la stabilità del paese sfruttando la scomparsa del Presidente Kim Il Sung (avvenuta nel 1994): questo periodo è definito dai coreani “l’ardua marcia”, in ricordo alla marcia che il grosso dell’Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano affrontò dal dicembre del 1938 al marzo del 1939, in una delle fasi più dure della guerriglia antigiapponese. Tuttavia Kim Jong Il non solo decise di non cedere di un millimetro alle provocazioni imperialiste, che si presentavano sotto la richiesta del “disarmo” (ovviamente unilaterale...) e della conseguente pacificazione, ma diede il via alla politica del Songun (si veda il capitolo successivo) decidendo di rafforzare la difesa, anche dotando il paese di un potente deterrente nucleare (raggirando così in parte, con l’energia nucleare, l’embargo energetico) e investendo risorse ingenti nella tecnologia (il satellite Kwangmyongsong-1 venne messo in orbita nell’agosto del 1998). Ciò costrinse gli USA, che in Corea del Sud hanno alcune decine di migliaia di soldati e testate nucleari, a trattare con la Corea socialista “da pari a pari”, scongiurando anche la possibilità di un’aggressione imperialista in un momento estremamente sfavorevole per le forze progressiste a livello mondiale. Non è un caso dunque che Madeleine Albright, Segretario di Stato USA, nel 2000 dovette spingersi a Pyongyang per trattare direttamente con i dirigenti coreani e incontrare Kim Jong Il.

L’apporto dato dalla leadership di Kim Jong Il ha avuto esiti notevoli sulla strada della riunificazione nazionale, come dimostra la Dichiarazione Congiunta del 15 Giugno del 2000 firmata con l’allora Presidente sudcoreano Kim Dae-jung, un documento storico che pone le basi della riunificazione del paese senza interferenze estere, che da l’avvio a scambi economici, culturali, di studio tra i due paesi e che impegna Seoul a risolvere il problema dei comunisti detenuti al sud, assieme al problema delle famiglie divise dal confine voluto dagli USA sul 38° parallelo.

Superata “l’ardua marcia”, la Corea socialista, sotto la direzione del Partito del Lavoro guidato da Kim Jong Il, ha ripreso la sua strada verso lo sviluppo economico e tecnologico, che da oltre un decennio contraddistingue un paese che non ha affatto subìto la crisi economica di questi anni: il lancio del satellite Kwangmyongsong-2 (2009) ne è una delle prove più eclatanti. Grandi sforzi vengono profusi, con successo, per recuperare terreni all’agricoltura, per incrementare la produzione industriale (pesante e leggera), nell’itticoltura, nel settore informatico.

Negli ultimi anni inoltre il compagno Kim Jong Il ha lavorato per rafforzare i legami con la Cina e con la Russia. Anche gli ultimi mesi sono stati contraddistinti da viaggi in questi paesi e dagli incontri coi rispettivi capi di Stato. Notevole è anche l’incremento degli scambi con gli altri paesi emergenti asiatici, africani e sudamericani: la scelta lungimirante del PLC di mantenere la direzione rivoluzionaria nella politica interna e nella politica estera confidando nell’aspirazione dei popoli all’indipendenza si sta rivelando dunque vincente.

Kim Jong Il ha passato le sue ultime settimane di vita visitando i luoghi di lavoro, ispezionando le unità dell’Esercito Popolare, controllando la costruzione delle nuove abitazioni e delle infrastrutture di ogni genere, per verificare che la Corea Popolare, dopo esser diventata un paese coeso e potente, prosegua verso il prossimo obiettivo stabilito dal Partito: raggiungere l’autosufficienza alimentare ed energetica, incrementare la produzione dei beni di consumo, in poche parole, come dicono i compagni coreani, “elevare lo standard di vita del popolo e diventare una nazione prospera.”


Il contributo teorico

Sin dagli inizi degli anni ’60 del XIX secolo, Kim Jong Il si è occupato della sistematizzazione del Juché (per esteso: “autosufficienza”, “contare sulle proprie forze”), fino a renderlo una filosofia completa, alla base dello sviluppo del sistema socialista coreano. Possiamo affermare, come lo studioso sudcoreano Jo Song Baek nel saggio “The Leadership philosophy of Kim Jong Il”, che Kim Jong Il ha condotto sull’opera di Kim Il Sung lo stesso lavoro fatto da Engels sull’opera di Marx e da Stalin su quella di Lenin andando però oltre, ovvero sviluppandola fino a farla diventare una filosofia socialista originale.

L’Idea del Juché, sul piano politico, era nata negli anni ’30, quando Kim Il Sung si rese conto che il movimento rivoluzionario coreano aveva la necessità di adattare il marxismo-leninismo alla specifica situazione coreana, poiché la semplice riproduzione delle esperienze vittoriose nell’URSS non avrebbero portato né alla cacciata dei giapponesi, né al radicamento del partito, né alla costruzione dello stato socialista. Nell’opera “Sull’Idea del Juché” del 1982, così Kim Jong Il schematizza le quattro sfere di massima attenzione in cui il Juché deve essere applicato con la maggiore dedizione possibile:
-Ideologia, in quanto “il partito e il popolo di un paese sono gli artefici della rivoluzione in quel dato paese, e portare avanti con successo la rivoluzione nel proprio paese è la missione principale del partito e del popolo del paese in questione. La rivoluzione mondiale, di conseguenza, sarà vittoriosa quando sarà vittoriosa in ogni paese e quando, su queste basi, vi saranno supporto e cooperazione reciproci”.
-Politica, in quanto “senza indipendenza in politica, è impossibile parlare di indipendenza” ... “Cedere alle pressioni straniere e tollerare le ingerenze straniere o agire su istigazione altrui (...) porterebbe la rivoluzione e la costruzione al fallimento”.
-Economia, in quanto “l’economia è la base materiale della vita sociale. L'autosufficienza economica permette di consolidare l’indipendenza di un paese e di vivere in maniera indipendente, assicura il Juché nell’ideologia, l’indipendenza politica, l’autosufficienza nella difesa e assicura anche una vita materialmente e culturalmente ricca per il popolo”.
-Difesa, in quanto “uno stato sprovvisto di forze armate autosufficienti e capaci di difendere il paese dai nemici interni ed esterni non può, di fatto, essere definito uno stato completamente indipendente e sovrano”.

Il Juché non si oppone al marxismo-leninismo. Il marxismo-leninismo, che per ovvie ragioni non tratta molti aspetti avanzati dell’edificazione socialista, è una delle fonti del Juché (basti osservare, con un banale esempio, che nell’art 5 della Costituzione del 2009 si afferma: “tutti gli organi statali della RPDC devono essere organizzati e diretti sul principio del centralismo democratico”).
Estremamente importanti sono le riflessioni di Kim Jong Il relativamente al “sistema di direzione del Partito”, alla funzione dei dirigenti, al dibattito e alla democrazia interna, volte alla creazione di un Partito che dopo la discussione si presenta come un monolito indistruttibile - principio che poi verrà esteso a tutto il paese, in primo luogo all’organizzazione dello Stato.

Il Juché viene sviluppato a livello filosofico distaccandosi sotto alcuni aspetti dal materialismo dialettico classico, del quale si contesta il trasferimento meccanico ai fenomeni sociali delle leggi del mondo materiale; il Juché pone l’accento sull’uomo, sulla sua capacità creativa, sulla sua coscienza, sulla sua ricerca dell’indipendenza (chajusong), sulla sua capacità di forgiare il proprio destino e di mutare il mondo che ci circonda nonché il corso della storia secondo la propria volontà e le proprie aspirazioni. Il Juché si afferma dunque come una filosofia antropocentrica, basata o meglio incentrata sull’uomo, inteso sia come individuo che come collettività: “l’uomo è il padrone di tutto (da cui la parola composta ju-ché) e decide tutto” . L’uomo è dunque “padrone del mondo” e “della storia”, egli può modificare la natura e governare i processi storici, ma se le forze che dirigono tali modifiche e tali processi sono le classe sociali reazionarie e le masse popolari sono ad esse subordinate, non sarà possibile realizzare alcun vero progresso verso l’emancipazione delle masse. Spetta dunque alle masse lavoratrici ed alla direzione del partito comunista la guida del processo rivoluzionario che dovrà portare all’affermazione del socialismo e del comunismo.

Una particolare attenzione viene rivolta da Kim Jong Il all’arte, alla letteratura, alla creazione dell’opera teatrale rivoluzionaria e alla cinematografia, attraverso alcuni testi teorici e collaborando alla realizzazione di opere teatrali e di alcuni film, tra cui la riduzione cinematografica dell’opera conosciuta in occidente come “The Flower Girl” (La giovane fioraia), che nel 1972 si aggiudicò il Premio Speciale della Giuria al 18° Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary.

Dopo il crollo dei paesi socialisti dell’est europeo, Kim Jong Il denuncia in numerosi scritti le calunnie nei confronti del socialismo messe in atto dalla propaganda imperialista e dai traditori del comunismo, ormai al servizio del capitale: si tratta di testi che oltre a controbattere ogni calunnia contro il socialismo, sottolineano gli errori alla base del collasso di quei paesi e delineano delle proposte per un socialismo all’altezza dei tempi.
Kim Jong Il è probabilmente il primo leader comunista a parlare di “era della Information Technology”, nonché uno degli artefici della multipolarità contro l’unipolarità voluta dagli USA e la “globalizzazione” imperialista.

Negli anni ’90, Kim Jong Il elabora la politica del Songun (“priorità all’esercito”), una linea politica inedita nella storia del socialismo (anche se i classici avevano sempre conferito la giusta attenzione alle forze armate regolari e a quelle partigiane come d’altronde lo stesso Kim Il Sung): l’esercito si trova ad assumere la guida della rivoluzione e dell’edificazione socialista, divenendone l’avanguardia, mantenendo chiaramente il carattere di “esercito popolare”. Priorità all’esercito significa priorità alla difesa, ma anche priorità alle forze armate popolari nella vita economica e nello sviluppo economico del paese. Nel 66° anniversario del Partito del Lavoro di Corea (ottobre 2011) così ha scritto sul Granma, a questo proposito, E.C. Pérez: “i militari, con il popolo, in maniera ben evidenziata, partecipano all’esecuzione dei piani di sviluppo economico e sociale che negli ultimi anni sono centrati nell’industria alimentare e leggera, nell’agricoltura e nella costruzione e va segnalata in questo ultimo aspetto la presenza di 100.000 nuove case che attualmente si notano a Pyongyang, la capitale della RPDC.”

Flavio Pettinari

Cronologia

KIM JONG IL, il grande dirigente del popolo coreano, è stato Segretario Generale del Partito del Lavoro di Corea, presidente della Commissione di Difesa Nazionale della RPD di Corea e comandante supremo dell’Esercito Popolare di Corea.

- Il compagno KIM JONG IL, figlio della guerriglia, nasce il 16 febbraio in un campo segreto sul Monte Paektu da KIM IL SUNG e da KIM JONG SUK, eroina della guerra antigiapponese, durante la lotta contro l’occupazione nipponica.
- Dal settembre 1950 all’agosto 1960 compie gli studi superiori.
- Dal settembre 1960 al marzo 1964 compie gli studi universitari (Economia politica) presso l’Università KIM IL SUNG di Pyongyang.
- Il 22 luglio del 1961, viene ammesso nel Partito del Lavoro di Corea.
- Nel giugno del 1964 diventa funzionario presso il Comitato Centrale del Partito e successivamente vice direttore di dipartimento e direttore di dipartimento del CC, fino al settembre 1973.
- Nell’ottobre del 1972, alla Quinta Assemblea Plenaria del Quinto CC del Partito, KIM JONG IL viene eletto nel CC del Partito e, nel settembre del 1973, viene eletto Segretario del CC al Settimo Plenum del Quinto Comitato Centrale.
- Nel febbraio del 1974, all’Ottavo Plenum del Quinto CC, viene eletto nel Comitato Politico del CC del Partito ed è acclamato come erede del Presidente KIM IL SUNG.
- Al Sesto Congresso del Partito del Lavoro di Corea, nell’ottobre del 1980, KIM JONG IL viene eletto membro del Presidium del Comitato Politico del CC, Segretario del CC e membro della Commissione Militare Centrale del Partito
- Nel febbraio del 1982, KIM JONG IL viene eletto per la prima volta all’Assemblea Popolare Suprema (VII legislatura).
- Nel maggio del 1990, alla prima sessione della IX Assemblea Popolare Suprema, viene eletto primo vicepresidente della Commissione di Difesa Nazionale
- Nel dicembre del 1991, diventa Comandante Supremo dell’Esercito Popolare Coreano.
- Nell’aprile del 1992, gli viene conferito il titolo di Maresciallo della RPDC.
- Alla quinta sessione della IX Assemblea Popolare Suprema, (aprile 1993) KIM JONG IL viene eletto presidente della Commissione di Difesa Nazionale.
- Nell’ottobre del 1997, viene eletto Segretario Generale del Partito del Lavoro di Corea, a tre anni dalla scomparsa del Presidente KIM IL SUNG, che deteneva tale incarico.
- Nel 1998, nel 2003 e nel 2009, KIM JONG IL viene riconfermato alla presidenza della Commissione di Difesa Nazionale.
- Alla Conferenza del Partito del Lavoro di Corea (settembre 2010), KIM JONG IL è rieletto Segretario Generale, nonché presidente della Commissione Militare Centrale.
- Il 17 dicembre 2011, KIM JONG IL, scompare al suo posto di combattimento, mentre viaggiava in treno per una delle sue innumerevoli visite ai lavoratori del paese.


Bibliografia in lingua italiana

Opere di Kim Jong Il:

- La linea rivoluzionaria basata sul Songun è una grande linea rivoluzionaria della nostra era ed una bandiera sempre vittoriosa della nostra Rivouzione, a cura della KFA - Italia, 2008.
- Per una corretta comprensione del nazionalismo, a cura della KFA - Italia, 2009.
- La Repubblica Popolare Democratica di Corea è uno stato socialista orientato sul Juché e dalla potenza invincibile, a cura della KFA - Italia, 2009.
- Applicare fino in fondo il sistema di direzione del Partito, a cura della KFA - Italia, 2009.
- A partire dagli ideali del Juche, G.A.MA.DI., Roma.
- Il Socialismo è scienza, C.I.S.I.S., Roma.
- Il socialismo è scienza, Edizioni Media Print.
- Il socialismo è scienza, edizioni Il Papiro, Sesto San Giovanni (MI).
- Preservare il carattere Juche e il carattere nazionale della rivoluzione e dell’edificazione, a cura del Comitato italiano per la riunificazione della Corea.
- La filosofia dello Juche è una filosofia rivoluzionaria originale, G.A.MA.DI., Roma.
- Il Partito del Lavoro di Corea è il Partito del Compagno Kim Il Sung, Edizioni AR.TI Verona.
- Realizziamo la riunificazione indipendente e pacifica del paese grazie alla grande unione di tutta la nostra nazione (lettera al colloquio organizzato a livello centrale in occasione del 50° anniversario della storica Conferenza Congiunta dei rappresentanti dei partiti politici e delle organizzazioni sociali del Nord e del Sud della Corea, 18 aprile 1998).
- Il Partito del Lavoro di Corea è il partito del compagno Kim Il Sung, pubblicato in italiano nel febbraio 1997 a cura del Comitato Italiano per la Pace e la Riunificazione della Corea.
- Sul Socialismo Coreano, ed. Laboratorio Politico, giugno 1994, pp 129. Contiene due saggi teorici del dirigente coreano: Sulle idee del Juche (1980) e Le calunnie contro il socialismo sono inaccettabili (marzo 1993).

Opere riguardanti Kim Jong Il:

- L’adorato Kim Chong-il, biografia ufficiale del leader nordcoreano, ObarraO edizioni, Milano, 2005. Questa edizione della biografia del Segretario Generale del PLC è introdotta da due brevi saggi particolarmente rilevanti, il primo del coreanista Maurizio Riotto, il secondo dell’esperta di geopolitica Rosella Ideo.
- Kim Jong Il, il politico con una straordinaria arte del comando, G.A.MA.DI., Roma.
- Kim Jong Il, un dirigente dotato di straordinaria competenza politica, G.A.MA.DI., Roma.
- Kim Jong Il, un eminente comandante supremo, trad. di Miriam Pellegrini Ferri G.A.MA.DI., Roma.
- Kim Jong Il, compagno tra i compagni, GAMADI., Roma.
- 9° Anniversario, Kim Jong Il Segretario Generale del PLC, di Miriam Pellegrini Ferri, G.A.MA.DI., Roma.
- La filosofia dello Juche di Kim Jong Il, di Miriam Pellegrini Ferri, G.A.MA.DI., Roma.

Numerose opere in lingua inglese sono scaricabili gratuitamente dalla e-library della Korean Friendship Association.
La biografia di Kim Jong Il può essere scaricata, in lingua inglese, alla pagina www.korea-dpr.com/lib/103.pdf.