DARE LA PRIORITÀ AL LAVORO IDEOLOGICO
È L’IMPERATIVO DELL’OPERA SOCIALISTA

19 giugno 1995


Il movimento socialista mondiale, malgrado le vicissitudini che continua ad affrontare a causa della caduta del socialismo in diversi paesi, si addentra sempre più sulla via della rinascita traendo la lezione d’un amaro passato. Un numero sempre più grande di persone nel mondo, persuase dalla triste situazione imperante in questi paesi un tempo socialisti che le masse popolari possono modellare il proprio destino solo sulla via del socialismo, manifestano la loro simpatia e la loro aspirazione a questo regime. Ciò attesta che il socialismo sopravvive nel cuore dei popoli, la cui presa di coscienza va affermandosi.
La lezione più graffiante della caduta del socialismo in parecchi paesi è che il socialismo comincia ad alterarsi là dove il suo ideale si degrada, che la disfatta sul fronte ideologico si ripercuote su tutti i fronti del socialismo per condurre, infine, al tracollo totale del regime.
Per salvaguardare il socialismo ed assicurare la sua vittoria bisogna rafforzare il lavoro ideologico. Impregnare le masse popolari dell’ideale socialista e cementare le posizioni ideologiche del socialismo, ecco quel che bisogna fare per consolidarlo, svilupparlo e preservarlo contro ogni eventuale tempesta. L’esperienza pratica della nostra rivoluzione lo dimostra in modo evidente.
Il socialismo trionferà se si veglia sul fattore ideologico; andrà incontro alla rovina se si allenta questo fattore, è la verità confermata dalla storia.
Che si elevi la coscienza delle masse popolari per incitarle a lottare in nome del socialismo è l’esigenza imperiosa dello sviluppo del movimento socialista attuale. Il socialismo si farà strada di nuovo e a colpo sicuro verso la vittoria a condizione che le masse popolari in lotta per la loro emancipazione abbiano fatto proprio l’ideale socialista ed abbiano acquisito fede nel socialismo.


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Dare la priorità al lavoro ideologico è l’imperativo dell’opera socialista.
Una fruttuosa promozione della causa del socialismo esige che si attribuisca un’importanza essenziale al fattore ideologico e che si accordi in ogni cosa la priorità al lavoro ideologico.
Per il partito della classe operaia che combatte in nome dell’emancipazione delle masse popolari niente è più importante del lavoro ideologico. D’altronde il partito della classe operaia è un’organizzazione politica dirigente con la missione d’elevare la coscienza delle masse popolari e di mobilitarle per la rivoluzione e lo sviluppo del paese, ciò per mezzo delle sue idee. Queste gli forniscono la sua arma unica, ma la più efficace che ci sia. Esso potrà assolvere alla sua missione e al suo dovere di organizzazione politica dirigente della lotta per l’emancipazione delle masse popolari solo se mette in primo piano il fattore ideologico e dà in ogni cosa la priorità al lavoro ideologico.
Senza lavoro ideologico il regime socialista non può né veder la luce, né sussistere, né svilupparsi. Mentre il regime capitalista, regime basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, che sostituì la servitù del capitale alla servitù gerarchica, germoglia in seno alla società feudale, il socialismo, sostanzialmente diverso da ogni regime basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, non può fare altrettanto nel quadro del regime capitalista. Le idee socialiste nascono dalla sintesi delle rivendicazioni di classe delle masse lavoratrici sfruttate in lotta contro il dominio del capitale, e il regime socialista vede la luce grazie alla lotta delle masse popolari convinte delle idee socialiste. È sempre grazie all’azione delle idee socialiste che il regime socialista si consolida e si sviluppa.
La società socialista è guidata dalle idee socialiste che costituiscono la principale forza motrice del suo sviluppo. A differenza della società capitalistica, società dell’onnipotenza del denaro, la società socialista si sviluppa grazie alla forza delle idee, grazie all’attività cosciente d’uomini muniti delle idee socialiste, ecco dove risiede la caratteristica essenziale di questa società. Dal lavoro ideologico e dalla formazione ideologica impartita agli uomini dipendono il consolidamento e lo sviluppo di questa società e il suo avvenire. Bisogna dare la priorità al lavoro ideologico, approfondirlo senza sosta per assicurare l’unità politica e ideologica della società, rinsaldare e sviluppare i rapporti sociali socialisti di cui l’unione e la collaborazione improntate al cameratismo costituiscono il tessuto principale, nonché per garantire la riuscita dell’edificazione economica del socialismo. Il consolidamento delle posizioni ideologiche del socialismo condiziona la potenza indefettibile del socialismo in tutti i campi, politico, economico, culturale, militare, ecc. Allentare il lavoro ideologico nell’edificazione socialista significa trascurare l’essenziale dell’opera socialista, significa lasciar andare il socialismo verso una degradazione e un tracollo ineluttabile.
Il lavoro ideologico del partito della classe operaia in lotta per il socialismo è un lavoro ideologico e teorico il cui scopo è di approfondire e di sviluppare le idee socialiste conformemente alle esigenze del mondo contemporaneo e dello sviluppo della rivoluzione, è un lavoro di formazione ideologica chiamato ad impregnare le masse popolari delle idee socialiste.
L’ideologia e la teoria socialista nascono dalla generalizzazione, nel corso dello sviluppo della lotta della classe operaia, degli imperativi del mondo contemporaneo e delle esperienze pratiche rivoluzionarie; esse divengono l’arma e la guida per l’azione delle masse popolari che lottano per il socialismo. La lotta rivoluzionaria si svolge in circostanze e condizioni mutevoli, la storia va sempre avanti e la situazione concreta non cessa di evolversi. Il cambiamento del mondo e l’evoluzione della situazione sollevano una moltitudine di nuovi problemi che la teoria socialista esistente non è in grado di risolvere. Il partito della classe operaia deve vegliare accuratamente a che il suo lavoro ideologico e teorico serva a sviluppare le idee socialiste conformemente al cambiamento che sopravviene nel mondo e alla marcia della rivoluzione e dello sviluppo del paese. Se non vi riesce e, di conseguenza, se le idee socialiste subiscono delle deformazioni revisionistiche o ristagnano a causa del dogmatismo, allora il socialismo non avrà una guida adeguata e sarà condannato a delle vicissitudini e ad un crollo ineluttabile.
Un tempo in certi paesi in cui si costruiva il socialismo i rinnegati della rivoluzione che avevano preso la direzione del partito e dello Stato snaturarono ed alterarono le idee del socialismo in modo che questo si trovò disorientato, deviò dalla sua rotta, dirigendosi verso la restaurazione del capitalismo. Le vicissitudini che segnarono la rivoluzione socialista e l’edificazione del socialismo nonché il tracollo del socialismo in questi paesi sono, in definitiva, il corollario della povertà e dell’alterazione dell’ideologia e della teoria scientifica e rivoluzionaria.
Parallelamente all’elaborazione di un’ideologia e di una teoria direttrice adeguata al compimento dell’opera socialista, il partito della classe operaia deve condurre in porto il lavoro di formazione per impregnarne le masse popolari.
Munirle delle idee socialiste è il fattore decisivo del rafforzamento della forza motrice della società socialista e dell’accrescimento del suo ruolo al fine di ottenere l’impulso della rivoluzione e dello sviluppo del paese. Un buon lavoro di formazione ideologica è indispensabile per elevare la coscienza delle masse popolari, raggrupparle in organizzazioni e permettergli così di assolvere alle loro responsabilità e al loro ruolo di forza motrice del socialismo, di padrone dello Stato e della società. Quando sono munite di idee d’alto valore e sono strettamente unite, esse sono in grado di dar prova di una forza e di un’intelligenza inesauribile, possono fare moltissimo per trasformare la natura e la società. Il valore incomparabile e l’invincibilità del socialismo risiedono nella forza e nell’intelligenza infinita che le masse popolari, artefici della storia, sono spinte a manifestare su tutti i piani ed esprimono precisamente il valore e l’efficacia delle idee socialiste. Ed è il lavoro ideologico che assicura loro queste qualità.
Tempo addietro in certi paesi in cui si edificava il socialismo i partiti, mostrandosi dogmatici nei confronti della vecchia teoria del socialismo, si preoccuparono esclusivamente dell’edificazione economica, senza provvedere come dovuto a formare ideologicamente le masse popolari. Ne conseguì la stagnazione della stessa edificazione economica e, in definitiva, il tracollo del regime socialista e la restaurazione del capitalismo. Malgrado la natura socialista della società, gli opportunisti e i rinnegati del socialismo scartarono il lavoro ideologico, adottarono i metodi capitalistici, quelli che mettono l’uomo in moto per mezzo del denaro, la qual cosa incoraggiò l’individualismo e l’egoismo e fece dilagare il concetto borghese dell’onnipotenza del denaro; essi si schierarono con la propaganda reazionaria borghese che esalta l’«efficienza» e la «superiorità» dell’economia capitalistica di mercato ed auspicarono a gran voce la «diversificazione della proprietà», smantellando così completamente il sistema economico socialista basato sulla proprietà socialista. Quanto fecero gli opportunisti e i rinnegati del socialismo era indiscutibilmente di natura antisocialista e controrivoluzionaria, giacché deformarono il socialismo, impedirono che il suo valore fosse evidenziato ed aprirono la via alla demolizione del socialismo e alla restaurazione del capitalismo, proprio quel che bramavano gli imperialisti. Il tracollo del socialismo in vari paesi dà una seria lezione: nella società socialista, se si trascura il fattore ideologico e si allenta il lavoro ideologico, i valori socialisti si degradano e vanno incontro alla rovina; una volta demolite le posizioni ideologiche del socialismo, questo regime non può più durare, quale che sia la potenza economica e militare di cui è dotato. Ciò testimonia invece dell’importanza del ruolo dell’ideologia e del lavoro ideologico nell’opera socialista.
La necessità di porre in primo piano il fattore ideologico e di dare la priorità al lavoro ideologico per condurre in porto l’opera socialista deriva dal punto di vista jucheano circa il ruolo che la coscienza ideologica gioca nell’attività dell’uomo.
Le idee del Juché hanno accertato, per la prima volta nella storia, che l’uomo è un essere sociale sovrano e creatore che trasforma il mondo e forgia il suo destino coi propri mezzi e che la coscienza ideologica sovrana gioca un ruolo determinante nel modellare il suo destino.
Vari fattori intervengono nell’attività dell’uomo, e sapere a quale di questi fattori attribuire l’importanza decisiva è di un’enorme portata per lo sviluppo della società e per il destino dell’uomo.
Tempo addietro si cercava il più delle volte il fattore determinante dell’attività dell’uomo al di fuori di esso. I seguaci delle vedute religiose e idealistiche sostenevano che un essere misterioso, soprannaturale, al di fuori dell’uomo, presiedesse all’attività e al destino di questo. La scienza ha già dimostrato l’assurdità di queste vedute. I materialisti, dal canto loro, trovavano il fattore determinante dell’attività dell’uomo nelle condizioni materiali oggettive. L’uomo è il prodotto dell’evoluzione del mondo materiale che gli serve da quadro di vita e d’attività, perciò è inevitabile che le condizioni materiali oggettive influiscano sulla sua attività. Senonché non possono provocarla di per se stesse. In effetti le condizioni oggettive intervengono nell’attività dell’uomo solo per tramite della sua coscienza. Essere sociale che agisce in modo sovrano e creatore a causa della sua coscienza, l’uomo non si accontenta di subire l’influenza delle condizioni oggettive, ma le modifica e le utilizza in maniera attiva.
La coscienza ideologica gioca un ruolo decisivo nelle attività dell’uomo. In quanto riflette le aspirazioni e gli interessi dell’uomo, essa determina tutte le sue attività e costituisce la forza motrice della sua lotta per la trasformazione del mondo. Certo, le conoscenze giocano un ruolo importante nelle sue attività, giacché riflettono le leggi del mondo oggettivo. È grazie alle conoscenze scientifiche che l’uomo può impiegare razionalmente le sue forze e le condizioni obiettive conformemente alle leggi oggettive per modificare il mondo secondo volontà. Le conoscenze scientifiche e tecniche giocano un ruolo crescente nello sviluppo delle forze produttive della società. Nondimeno, è la coscienza ideologica che determina l’obiettivo e l’orientamento delle attività dell’uomo, che coordina e controlla lo svolgimento delle sue attività. Il modo in cui l’uomo utilizza le sue conoscenze ed evidenzia la sua capacità creatrice dipende dalla coscienza ideologica di cui è dotato. Solo chi è dotato d’una coscienza ideologica tale che cerchi di servire le masse popolari può consacrarvi le sue conoscenze, le sue tecniche, la sua intelligenza e i suoi talenti.
Una coscienza ideologica che rifletta la volontà intrinseca dell’uomo, padrone e trasformatore del mondo, è sovrana. Questa coscienza ideologica sovrana è la coscienza dell’uomo, padrone del suo destino, ed è la sua volontà di modellare da sé questo destino. Perché solo se possiede una coscienza ideologica sovrana l’uomo può modificare il mondo di propria iniziativa e modellare felicemente il suo destino.
Le idee socialiste rappresentano lo stadio più elevato dello sviluppo della coscienza ideologica sovrana. Poiché riflettono le aspirazioni sovrane e collettiviste dell’uomo, esse costituiscono lo strumento ideologico più efficace che ci sia per trasformare la natura e la società e per modellare il suo destino, e forniscono la base ideologica dell’unità e della coesione della società. Il lavoro ideologico per schierare le masse popolari con le idee socialiste è il mezzo essenziale per evidenziare il valore del socialismo, accrescerne la potenza e promuovere la rivoluzione e lo sviluppo del paese.
Le idee socialiste hanno per base economica e materiale i rapporti economici socialisti. Poggiando essenzialmente sulla proprietà socialista, questi rapporti economici offrono condizioni materiali favorevoli perché le masse popolari assimilino le idee socialiste e le rinsaldino in sé. Di conseguenza, lo sviluppo dei rapporti economici socialisti contribuisce ampiamente ad impregnarne le masse popolari. Con l’instaurazione del regime socialista scompare la base socio-economica generatrice d’idee caduche; tuttavia la società soffre ancora per un certo periodo storico del ritardo ideologico, tecnico e culturale tramandato dalla vecchia società, nonché dei vari anacronismi che ne risultano, la qual cosa crea un focolaio in cui possono impiantarsi e svilupparsi idee non socialiste. Nella società socialista per impregnare ciascuno delle idee socialiste Bisogna preservare la proprietà socialista, sviluppare costantemente i rapporti economici socialisti e farla progressivamente finita con le vestigia della vecchia società che permangono nei rapporti socio-economici e nei diversi settori della vita sociale.
Se si favorisce il retaggio della vecchia società, se s’introducono i metodi capitalistici nella gestione dell’economia socialista o anche se si lede la proprietà socialista e resuscita la proprietà capitalista, si giunge a demolire la base economica e materiale delle idee socialiste e a crear condizioni favorevoli allo sviluppo dell’individualismo, dell’egoismo e delle idee borghesi. È logico che il regime di proprietà privata generi l’individualismo e che le idee borghesi si sviluppino e si diffondano a partire dalla proprietà capitalista e dall’economia capitalistica di mercato. Il socialismo è incompatibile con la proprietà privata e l’economia capitalistica di mercato.
L’istituzione del regime socialista e l’impianto delle fondamenta economiche e materiali del socialismo non conducono spontaneamente gli uomini ad impregnarsi delle idee socialiste.
Il lavoro mirante a schierarli con queste idee è una lotta tra ciò che è nuovo e ciò che è vecchio nel campo ideologico, è una trasformazione ideologica che consiste nell’affrancare l’uomo dalle idee superate e nell’impregnarlo d’idee nuove.
Tutte le idee sorpassate e reazionarie, in particolare le idee borghesi, poggiano sull’individualismo. È sull’individualismo che erano fondate tutte le società divise in sfruttatori e sfruttati, società in cui per millenni gli uomini ne furono contaminati. L’individualismo è una forte tendenza tenace e conservatrice, profondamente radicata nella coscienza, nei costumi e nella vita degli uomini. Anche nella società socialista l’individualismo e le altre tendenze retrograde non scompaiono in un sol colpo e possono, alla minima occasione, risorgere e diffondersi.
Le idee socialiste sono idee nuove, sostanzialmente diverse da tutte le idee retrograde basate sull’individualismo. Affrancare gli uomini dalle idee caduche e convincerli delle idee socialiste è una rivoluzione ideologica, poiché ciò significa suscitare un cambiamento radicale nella loro vita ideologica e può compiersi solo con una formazione ed una lotta ideologica energica e perseverante.
Nella società socialista è impossibile liberare gli uomini dalle idee retrograde senza combattere quelle che permangono all’interno e le idee reazionarie che provengono dall’estero, in particolare le idee borghesi; è parimenti escluso di trasformare la mentalità delle persone senza procedere ad un efficace lavoro di formazione in modo da impregnarle delle idee socialiste. Trascurando il lavoro mirante ad inculcare le idee socialiste nel popolo, i rinnegati del socialismo seminarono la confusione ideologica agitando le parole d’ordine della «trasparenza» e del «pluralismo» e spalancarono la porta alla penetrazione dell’ideologia e della cultura reazionaria borghese. Sostenere la «trasparenza» e il «pluralismo» nella società socialista è semplicemente un atto controrivoluzionario che tende a sopprimere le idee socialiste e ad introdurre le idee reazionarie borghesi al fine di distruggere la società socialista dall’interno.
Sino a poco tempo fa numerosi partiti considerarono meccanicamente la tesi della concezione materialistica della storia secondo cui le condizioni materiali ed economiche della società determinano la coscienza sociale che cambia in funzione di queste condizioni; essi giunsero a credere che dopo l’istituzione del regime socialista la coscienza ideologica degli uomini si trasformi in proporzione dell’innalzamento del tenore di vita materiale e culturale, innalzamento determinato dall’impulso dell’edificazione del socialismo, e, di conseguenza, trascurarono il lavoro ideologico. Ritenere che la trasformazione socialista delle condizioni materiali ed economiche della società trascini spontaneamente quella della coscienza ideologica è un errore, giacché ciò contraddice alle idee socialiste, all’essenza e alle caratteristiche della trasformazione ideologica socialista. La coscienza riflette la realtà oggettiva, ma il modo in cui l’uomo la percepisce dipende da lui stesso, dalla sua formazione. L’uomo vede, intende, sente e percepisce solo in quanto viene formato. La coscienza ideologica dell’uomo, la trasformazione e lo sviluppo di questa varia in base al suo grado di formazione e alla natura delle sue attività e delle influenze ideologiche che ha subìto. È altrettanto vero che un elemento nato nella classe possidente può diventare rivoluzionario se prende coscienza della realtà sociale e subisce un’importante influenza rivoluzionaria, è altrettanto chiaro che non tutti quanti sono d’origine operaia acquisiscono idee rivoluzionarie. Nella società socialista le idee superate permangono negli spiriti, le idee reazionarie non cessano di penetrare dall’estero e di esercitare la loro influenza. Pertanto è evidente che l’instaurazione del regime socialista e la creazione di nuove condizioni materiali ed economiche non possono permettere che la trasformazione ideologica socialista di tutti i membri della società si compia spontaneamente e senza scosse. Se non si svolge un lavoro ideologico sufficiente, offrendo al popolo tutte le condizioni necessarie e circondandolo di sollecitudini perché conduca una vita sovrana e creatrice, v’è il rischio che gli uomini considerino questo stato di cose come naturale e non riconoscano il valore e la beneficenza del regime socialista. Se si trascura il lavoro ideologico, può darsi che gli uomini manifestino sempre meno ardore rivoluzionario e propendano per la tranquillità nella misura in cui non hanno più alcun cruccio cui abituarsi e la vita quieta si protrae. In queste condizioni non possono più dedicarsi al socialismo e, alla lunga, rischiano di lasciarsi ingannare dalla propaganda menzognera degli imperialisti e dei reazionari, di farsi illusioni sul capitalismo e di tradire il socialismo. È questo che si poté constatare nel corso della caduta del socialismo nei paesi che allentarono il lavoro ideologico, lasciando penetrare l’ideologia e la cultura dell’imperialismo.
La formazione e la lotta ideologica sono il miglior mezzo della trasformazione ideologica socialista degli uomini. La nostra esperienza mostra che un intenso lavoro ideologico per impregnare le persone delle idee socialiste consente d’operare la trasformazione socialista di tutti gli strati della popolazione.
L’opera socialista è un’impresa storica che necessita della partecipazione di parecchie generazioni, è l’opera d’emancipazione delle masse popolari, la quale si svolge in una lotta accanita contro l’imperialismo e i reazionari d’ogni risma. Man mano che l’opera socialista si sviluppa, bisogna approfondire e sviluppare senza sosta il lavoro ideologico così come bisogna rafforzarlo nella stessa misura in cui i nostri nemici moltiplicano i tentativi ostili.
Porre l’accento sul fattore ideologico e dare la priorità al lavoro ideologico, ecco la chiave della promozione e della vittoria della causa del socialismo.


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L’obiettivo fondamentale del lavoro ideologico in regime socialista è di unire tutta la società per mezzo delle idee socialiste.
Lo sviluppo e il perfezionamento della società socialista non sono nient’altro che un processo di trasformazione di tutti i settori della vita sociale in conformità con le idee socialiste, processo in cui l’essenziale è d’impregnarne tutti i membri della società per unire tutta la società sul piano ideologico. Il lavoro ideologico deve servire a far regnare esclusivamente le idee socialiste in tutta la società.
In ogni società la classe dirigente cerca di realizzare il dominio unico della sua ideologia. Nella società capitalistica, società divisa in classi e in cui gli interessi degli uni e degli altri sono di natura antagonistica, è escluso che regni una sola ideologia; è inevitabile che vi coesistano svariate ideologie. Gli imperialisti e i loro apologeti parlano rumorosamente di questa coesistenza di svariate ideologie, come se fosse una fonte di fierezza del «mondo libero», pretendendo di vedervi come un’espressione della «libertà» di pensiero. Tuttavia nella società capitalistica, coi mezzi di propaganda come le pubblicazioni, le agenzie di stampa, le radio nonché i mezzi d’istruzione nelle mani dei capitalisti monopolistici e dei governanti reazionari, non può esservi uno sviluppo libero delle idee progressive. La classe dirigente reazionaria borghese tollera in una certa misura le idee progressive per imbellettare la società capitalistica coi colori della democrazia ma le perseguita senza pietà non appena costituiscono, ai suoi occhi, la minima minaccia per il suo sistema di dominio. La società capitalistica sembra tollerare svariate ideologie, ma queste correnti ideologiche d’ogni colore che la sommergono sono solo le forme e le espressioni diverse dell’ideologia borghese. La «libertà» di pensiero di cui rumorosamente parlano gli imperialisti è solo uno slogan ingannevole per ammantare di «libertà» i tentativi da loro compiuti con tutti i mezzi al fine di soffocare le idee progressive e di propagare le idee reazionarie borghesi nella società capitalistica, uno slogan menzognero per giustificare la loro penetrazione ideologica e culturale negli altri paesi.
Nella società socialista, senza sfruttamento né oppressione ed affrancata da ogni contraddizione di classe, e solo in questa società, ognuno può, grazie all’identità dei suoi obiettivi, delle sue aspirazioni e dei suoi interessi, impregnarsi d’una sola ideologia e questa società può pervenire all’unità ideologica. Le idee socialiste sono scientifiche, giacché riflettono la natura sovrana dell’uomo e indicano la via che porta all’emancipazione delle masse popolari ed è naturale che queste le accettino e le assimilino. Se le fanno proprie, esse sono in grado di modellare il loro destino in piena indipendenza e in modo creativo e di ultimare l’opera socialista.
Gli imperialisti e i rinnegati del socialismo denigrano il lavoro di formazione ideologica che si svolge nella società socialista tacciandolo di «conformismo» o di «lavaggio del cervello». È un’assurda invenzione votata a denigrare il socialismo, è un sofisma per giustificare la natura menzognera e reazionaria della propaganda borghese.
Le idee socialiste fanno delle masse popolari degli esseri sovrani in possesso d’una coscienza ideologica indipendente e di capacità creatrici, mentre le idee reazionarie borghesi tendono a farne dei semplici schiavi del capitale, degli esseri ideologicamente menomati.
Nella società capitalistica, sotto il dominio reazionario borghese e nel regno del capitale sfruttatore ed oppressore, lo spirito d’indipendenza delle masse popolari viene oppresso, le loro aspirazioni e le loro rivendicazioni vengono spietatamente calpestate, la loro intelligenza creatrice e i loro talenti vengono frenati e deformati. Gli imperialisti e i reazionari si servono d’ogni sorta di menzogne e di soperchierie per paralizzare la loro facoltà di pensare in modo sano, per diffondere nel loro seno l’ideologia reazionaria borghese e il corrotto stile di vita borghese. Si tratta, a rigor di termini, di una repressione ideologica che ostacola l’evoluzione ideologica indipendente dell’uomo, nonché di criminali tentativi di lavaggio del cervello per imporre le idee reazionarie.
In regime socialista è indispensabile che le masse popolari si permeino delle idee socialiste perché possano sbarazzarsi completamente dell’influenza e degli ostacoli delle idee sorpassate d’ogni sorta, realizzare la loro volontà d’emancipazione e far sì che ciascuno sia in grado dare pieno spazio alla fioritura della sua personalità e della sue aspirazioni, della sua intelligenza e del suo talento personale. Le idee socialiste forniscono l’arma della vera emancipazione ideologica, dell’emancipazione dell’uomo, che gli apre la via ad uno sviluppo ideologico e spirituale illimitato, poiché sono l’ideologia più rivoluzionaria che ci sia per salvaguardare e realizzare l’opera d’emancipazione delle masse popolari. Quale sintesi di tutte le idee progressive che rispondono ai bisogni sovrani delle masse popolari, esse costituiscono il bilancio dell’evoluzione del pensiero dell’umanità, di cui rappresentano, per la loro vastità e la loro natura progressiva incomparabile, il coronamento autentico. L’insegnamento delle idee socialiste alle masse popolari è un’impresa per soddisfare i loro bisogni e la loro aspirazione sovrana a liberarsi dagli ostacoli di tutte le idee caduche e a godere di una vita ideologica e culturale sana e ricca. Questo lavoro di formazione svolto dal partito della classe operaia è votato al bene del popolo ed esprime il profondo amore e l’immensa sollecitudine che esso nutre verso il popolo.
La vita ideologica e culturale di cui il nostro popolo beneficia nel quadro del regime socialista incentrato sulle masse popolari, nonché il suo nobile profilo ideologico e spirituale, illustrano ampiamente il valore e l’efficacia di questo regime, delle nostre idee socialiste e del lavoro di formazione ideologica che il nostro partito conduce. Nel nostro paese, malgrado la situazione difficile e complessa che vi regna, il popolo intero si erge in un blocco monolitico attorno al partito e al leader, tutta la società è come una grande famiglia armoniosa, ed ognuno lavora e vive, animato dalla fede e dall’ottimismo, aiutandosi ed incoraggiandosi a vicenda come fanno dei veri fratelli. Ciascuno s’istruisce a piacimento, beneficia di una vita culturale variegata secondo il suo desiderio e dà pieno spazio alla fioritura della sua intelligenza e del suo talento. Ecco l’autentico aspetto della nostra società che, grazie a un intenso lavoro ideologico sotto la direzione del partito, va unendosi sotto l’effetto di una sola ideologia, delle idee socialiste.
Dobbiamo stroncare completamente l’offensiva ideologica reazionaria degli imperialisti e dei rinnegati del socialismo ed intensificare ancora l’insegnamento delle idee socialiste, sicché il popolo sia convinto del carattere scientifico, della verità e dell’invincibilità del socialismo.
Le idee rivoluzionarie, le idee socialiste di cui il nostro popolo deve impregnarsi, sono le idee del Juché, il cui insegnamento costituisce l’essenziale nel lavoro di formazione ideologica del nostro partito.
Il compagno Kim Il Sung, grande leader, creando le idee del Juché, delucidò il principio basilare della storia sociale incentrata sull’uomo e pose così le idee socialiste su nuove basi scientifiche. Le idee del Juché sormontarono i limiti storici della dottrina socialista del passato e le deformazioni opportunistiche d’ogni tendenza nei confronti del socialismo, rinnovarono e perfezionarono l’ideologia e la teoria del socialismo tenendo debito conto degli imperativi della nuova epoca storica, l’epoca dell’indipendenza, che vede le masse popolari affermarsi come padrone del loro destino. È indispensabile prenderle come guida ed applicarle alla perfezione per condurre in porto ed ultimare l’opera d’emancipazione delle masse popolari, l’opera socialista. Se il nostro partito e il nostro popolo poterono magistralmente instaurare il socialismo incentrato sulle masse popolari a dispetto di tutte le difficoltà riscontrate, salvaguardarlo ed assicurargli una marcia vittoriosa malgrado gli sconvolgimenti internazionali e le circostanze ardue, è perché si lasciarono guidare dalle idee del Juché e le applicarono al meglio. La vita ha dimostrato che queste sono le idee socialiste più scientifiche, rispondenti agli imperativi della nostra epoca.
È nostro dovere di portar sempre alta la bandiera delle idee del Juché e di applicarle rigorosamente in tutti i campi della rivoluzione e dello sviluppo del paese. Dobbiamo rafforzare il loro insegnamento ai membri del partito e agli altri lavoratori perché si facciano una concezione esatta del mondo, vivano e lavorino come esige l’ideologia del Juché.
Il collettivismo è la base della società socialista e rappresenta l’essenza delle idee del socialismo.
Il Chajusong dell’uomo, essere sociale, può essere realizzato appieno solo grazie al collettivismo, il quale è incarnato dalla società socialista. La lotta tra il socialismo e il capitalismo — «chi la spunterà?» — non è nient’altro che la lotta tra il collettivismo e l’individualismo, così come la superiorità del socialismo sul capitalismo equivale a quella del collettivismo sull’individualismo. La vittoria del socialismo dipende dunque, si può dire, dal modo in cui il collettivismo viene applicato. Premunire solidamente tutti i membri della società delle idee collettiviste ed applicare strettamente il principio collettivista in tutti i campi dei rapporti sociali, dell’amministrazione della società e della vita sociale è il pegno fondamentale dello sviluppo e del perfezionamento del socialismo. L’uomo può serbare il nobile profilo spirituale e morale corrispondente alla natura dell’essere sociale di cui trattasi e alle esigenze della società socialista e divenire un autentico combattente del socialismo, quand’è dotato della concezione collettivista della vita che gli impone di mettere gli interessi della collettività al di sopra dei suoi interessi personali, di dedicarsi alla collettività e di trovare il senso della vita e la felicità nella fiducia e nell’amore della collettività. Affievolire la formazione collettivista e rigettare il principio collettivista equivale ad abbandonare il socialismo e a restaurare il capitalismo, regime che poggia sull’individualismo.
Il nostro partito ha finora intrapreso un lavoro di formazione collettivista instancabile presso i suoi membri e gli altri lavoratori ed ha strettamente applicato il principio collettivista in tutti i campi dell’edificazione del socialismo. Oggi il nostro popolo dà eccelsamente prova d’un nobile spirito collettivista dedicando il meglio di se stesso al partito e al leader, alla patria e alla nazione, alla società e alla collettività. Dobbiamo perseguire un’intensa educazione collettivista perché il nostro stile di lavoro e di vita espresso dal principio «Uno per tutti, tutti per uno» fiorisca in tutta la società.
La fedeltà al partito è l’espressione suprema del collettivismo; essa costituisce la qualità essenziale dei rivoluzionari comunisti.
Il partito della classe operaia è il protettore dell’integrità politica di ciascuno e l’ispiratore politico della vittoria della causa dell’emancipazione delle masse popolari. Queste possono possedere un’inestimabile immortalità politica e goder di una vita e di una felicità autentica propria degli esseri sociali solo se beneficiano della direzione del partito. Pertanto devono farsi l’obbligo, basato su una fede rivoluzionaria, di restar fedeli al partito, al quale devono questa vitalità politica e che veglia su di esse.
L’amore e la sollecitudine del partito per il popolo gli ispirano il sentimento di fedeltà. Non si può tuttavia dire che tutti avvertano spontaneamente questa generosità e questa sollecitudine e siano determinati a rispondervi con la loro devozione. Se l’educazione non è efficace in questo senso, può darsi che fra quanti devono la loro formazione alla sollecitudine del partito compaiano degli ingrati. Se il partito della classe operaia deve praticare una politica corretta nei confronti del popolo, esso deve nondimeno elevarne il sentimento di devozione.
Il nostro partito, fondato dal compagno Kim Il Sung, grande leader, è un partito sperimentato e competente che continua brillantemente la causa rivoluzionaria del Juché, un partito benevolo che protegge la vitalità politica di tutti i membri della società e veglia con cura sulla loro vita. Dobbiamo formare di proposito i membri del partito e gli altri lavoratori perché gli accordino una fiducia illimitata, lo difendano risolutamente, gli si rimettano e restino fedeli alle sue direttive.
Il criterio fondamentale che permette di misurare la fedeltà al partito risiede nel modo di accettare e di applicare la sua politica. Solo chi la considera come la più adeguata che ci sia e si dedica fino in fondo a metterla in opera può esser ritenuto fedele al partito.
La politica del nostro partito fornisce la strategia e la tattica adeguata alla nostra rivoluzione, che rappresentano un’applicazione delle idee del Juché e riflettono gli interessi delle masse popolari, essa costituisce la guida del nostro popolo nella sua lotta come nella sua vita. Il nostro partito si è sempre mescolato alle masse per definire la sua politica tenendo conto dei loro desideri ed interessi e l’ha applicata canalizzando la loro forza e la loro intelligenza. Ogni sua politica, poiché riflette esattamente la volontà delle masse, beneficia del loro sostegno totale, e le masse lottano con tutte le loro forze per metterla in opera. Permearsene ed applicarla perfettamente sono per i membri del nostro partito e gli altri lavoratori il mezzo di salvaguardare e d’onorare il nostro socialismo, di permettere all’insieme del nostro popolo di goder d’una vita meritoria e felice. Un insegnamento efficace della politica del nostro partito deve permettere a tutti i suoi membri e agli altri lavoratori di discernere la sua essenza e la sua pertinenza, di farne la loro fede incrollabile e d’applicarla in modo perfetto e incondizionato.
Per ultimare l’opera socialista bisogna inculcare le tradizioni rivoluzionarie a tutti i membri della società, perpetuarle e svilupparle impeccabilmente.
Le tradizioni rivoluzionarie costituiscono le radici storiche del socialismo ed un patrimonio ideologico e spirituale che deve assicurare la continuità della rivoluzione. Preservare, perpetuare e sviluppare le idee del leader, che aprì la via del socialismo, e le realizzazioni conseguite sotto la sua direzione dai precursori rivoluzionari nel corso della loro lotta sanguinosa equivale ad andare verso il compimento dell’opera socialista.
L’atteggiamento nei confronti delle tradizioni rivoluzionarie è la pietra di paragone che permette di distinguere la fedeltà dal tradimento della causa dell’emancipazione delle masse popolari, della causa del socialismo, di distinguere la rivoluzione dalla controrivoluzione. I veri rivoluzionari e i veri comunisti s’impegnano a preservare, perpetuare e sviluppare le tradizioni rivoluzionarie laddove gli opportunisti e i rinnegati della rivoluzione si sforzano d’annientarle. I revisionisti moderni e i rinnegati del socialismo mirarono alla posizione e al prestigio del leader e vollero far dimenticare le gesta compiute dalle precedenti generazioni di rivoluzionari, alterando così il socialismo, causando il suo tracollo e macchiando gravemente la sua immagine. Tagliar le radici del socialismo, denigrare il suo leader e i suoi precursori rivoluzionari, che aprirono la via alla rivoluzione, e sopprimere i vantaggi storici del socialismo, ecco qual è il più vile e il più ignominioso tradimento che si possa commettere, il peggior atto controrivoluzionario che ci sia. L’esperienza storica sta a dimostrare che, se si disconoscono ed aboliscono le tradizioni rivoluzionarie, si finisce per tagliare la linea della rivoluzione e perdere le conquiste del socialismo che costarono così tanto sangue.
Le tradizioni rivoluzionarie da perpetuare per il nostro partito e il nostro popolo sono quelle che poggiano sulle idee del Juché, che il compagno Kim Il Sung, grande leader, instaurò intraprendendo e dirigendo magistralmente la rivoluzione coreana, caratterizzata da difficoltà inaudite. Queste tradizioni rivoluzionarie del nostro partito, che hanno per componenti essenziali il sistema delle idee del Juché e lo spirito rivoluzionario comunista, le preziose imprese rivoluzionarie e le esperienze ricche e profonde acquisite nella lotta, i metodi di lavoro rivoluzionari e lo stile di lavoro popolare, costituiscono la pietra angolare eterna della nostra rivoluzione.
Il nostro partito ha sempre provveduto accuratamente a salvaguardare ad ogni costo queste gloriose tradizioni instaurate dal compagno Kim Il Sung, leader rispettato, a serbarle in tutta la loro purezza e ad insegnarle a tutti i suoi membri e agli altri lavoratori. Oggi, nel nostro paese, queste tradizioni sono brillantemente concretizzate sia nell’edificazione del socialismo che in tutti i campi della vita sociale. Ci occorre vegliare, grazie a un’educazione sempre più efficace, a che i membri del partito e gli altri lavoratori assimilino a fondo le tradizioni rivoluzionarie del nostro partito, le perpetuino e le sviluppino per ultimare l’opera socialista ispirata dalle idee del Juché.
La coscienza di classe degli operai forma la sostanza dell’ideologia del socialismo; è una coscienza ideologica sovrana, giacché riflette le rivendicazioni sovrane e gli interessi fondamentali delle masse popolari.
Più d’ogni altra classe, la classe operaia si caratterizza per il suo spirito rivoluzionario, il suo spirito di corpo e la sua indipendenza di spirito. Essa incarna le rivendicazioni e le aspirazioni delle masse popolari che vogliono vivere e svilupparsi in piena indipendenza; essa è alla testa della lotta mirante a realizzarle. Ed è la società socialista che soddisfa le sue rivendicazioni. Nella lotta per il socialismo bisogna sempre attenersi al punto di vista e alla posizione della classe operaia. Ogni scarto al loro riguardo comporterà un’alterazione del socialismo. E quest’alterazione è un’alterazione di classe. I rinnegati del socialismo, ostentando slogan ingannevoli quali il «nuovo modo di pensare» e i «valori universali dell’umanità», paralizzarono le coscienze di classe e deformarono la natura di classe del socialismo. Questi sofismi stranieri dal punto di vista e dalla posizione della classe operaia non sono nient’altro che il modo di pensare borghese, la concezione borghese dei valori.
Attenersi al punto di vista e alla posizione della classe operaia e condurre ciascuno ad adottare la coscienza di questa classe è necessario nel corso del compimento dell’opera socialista. Certo, i dettagli dell’educazione di classe possono variare più o meno in funzione della marcia della rivoluzione e dello sviluppo del paese, ma non è permesso trascurarla, neanche per un solo istante. Essa è necessaria tanto dopo l’instaurazione del regime socialista quanto nel periodo di lotta per la sua instaurazione. Se viene affievolita mentre gli imperialisti e gli elementi ostili loro coalizzati cercano come sempre di sopprimere il socialismo, v’è il rischio di trovarsi disarmati ideologicamente davanti al nemico. Ecco perché non bisogna affatto trascurare di far acquisire a ciascuno la coscienza della classe operaia dopo l’istituzione del sistema socialista.
Già da lungo tempo il nostro partito ha precisato che l’iniziazione alla coscienza della classe operaia costituisce l’essenziale nell’educazione comunista ed ha perseguito instancabilmente l’educazione di classe. Dobbiamo dare, tenendo conto della situazione concreta attuale, un impulso più energico all’educazione di classe per condurre i membri del partito e gli altri lavoratori ad adottare la coscienza di classe degli operai, ad attenersi sempre al punto di vista e alla posizione della classe operaia, a disprezzare il sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e l’imperialismo, a combatterli senza pietà. Bisogna provvedere soprattutto a far adottare questa coscienza di classe alla nuova generazione che non ha conosciuto lo sfruttamento e l’oppressione, né attraversato le dure prove della rivoluzione.
Le idee socialiste sono al contempo l’arma della liberazione di classe e quella della liberazione nazionale, e rappresentano il patriottismo autentico.
Un paese o una nazione sono una comunità d’uomini che condividono la medesima sorte, formatasi attraverso la storia, e formano il quadro dell’opera socialista. Orbene, gli imperialisti calpestano la sovranità degli altri paesi o nazioni e seminano discordia ed antagonismo tra le nazioni. Il capitalismo porta allo sfruttamento e all’oppressione, all’ineguaglianza tra le nazioni e all’asservimento. Questo fatto è nitidamente comprovato sia dal passato delle nazioni le quali, un tempo, private della loro indipendenza dagli imperialisti, si videro imporre la schiavitù coloniale, che dalla realtà dei paesi in cui i rinnegati del socialismo portarono al tracollo di questo regime a favore della restaurazione del capitalismo. Il socialismo si contrappone a tutte le forme d’aggressione e d’intromissione imperialista ed assicura la sovranità e l’indipendenza nazionale autentica nonché la prosperità del paese.
Condurre a buon fine la rivoluzione a casa loro è il dovere nazionale che il partito della classe operaia e il popolo di ciascun paese si assumono davanti alla rivoluzione mondiale. Per condurre in porto la rivoluzione nel suo paese ciascuno deve amare la sua patria e la sua nazione e preservarne l’indipendenza. Se il paese e la nazione non sono indipendenti, l’emancipazione delle masse popolari è inconcepibile. Se si è legati al proprio paese e alla propria nazione, si adotterà un atteggiamento degno d’un padrone verso la rivoluzione nel proprio paese e si lotterà con abnegazione per la causa del socialismo. Chi è legato al suo paese e alla sua nazione e fedele alla rivoluzione nel suo paese rispetta la sovranità degli altri paesi e nazioni e combatte risolutamente gli atti che la ledono. Il dovere nazionale e il dovere internazionale nel quadro della rivoluzione sono tutt’uno; i comunisti, che sono infinitamente leali verso la causa dell’emancipazione delle masse popolari, sono al contempo patrioti ed internazionalisti autentici.
Perché il popolo resti fedele alla causa del socialismo bisonga che la sua formazione patriottica socialista sia intensificata. Finora il nostro partito, che ha fatto di questa formazione un obiettivo importante a livello del lavoro di formazione ideologica, l’ha condotta con dinamismo presso i membri del partito e gli altri lavoratori. Oggi il nostro popolo è altamente fiero e si sente onorato di vivere e di far la rivoluzione sotto la direzione del partito nel regime socialista incentrato sulle masse popolari, testimonia un amore ardente per la sua patria socialista, patria del Juché, e veglia con sicurezza sui vantaggi del socialismo a dispetto delle trame ordite dagli imperialisti e dagli altri reazionari contro il socialismo e la nostra Repubblica. Un buon lavoro di formazione in questo campo deve condurre il nostro popolo a sentire profondamente la sua missione di popolo rivoluzionario chiamato a difendere il bastione del socialismo e a lottare con abnegazione per la prosperità della sua patria socialista.
Dotare tutti i membri della società di nobili qualità morali è un’importante necessità per consolidare e sviluppare il socialismo.
La morale è l’insieme delle regole sociali di condotta che si devono osservare di propria iniziativa secondo la propria coscienza.
Nella società di classi la morale riveste un carattere di classe. Nella società divisa in sfruttatori e sfruttati è la morale dei primi che prevale, destinata a difendere i loro interessi e ad opprimere e sfruttare le masse lavoratrici. La corruzione morale è un malanno incurabile di questa società e giunge al suo apogeo nella società capitalistica in cui il denaro detta legge.
La società socialista, in cui la solidarietà e la collaborazione intrisa di cameratismo costituiscono l’essenziale nei rapporti sociali, esige che una morale nuova, conforme alla sua natura, regni su tutti i piani, e le funzioni e il ruolo di questa morale si accrescono man mano che progredisce l’edificazione del socialismo. Però, tempo addietro, in certi paesi che costruivano il socialismo non ci si prodigò a dovere per instaurare una morale nuova, conforme alla natura di questa società, anzi si considerò l’insistenza sulla morale come un tentativo d’affievolire lo spirito rivoluzionario. La morale non contraddice lo spirito rivoluzionario; al contrario, essa lo rinsalda. Se il socialismo instaura una morale appropriata alla sua natura e se si basa fermamente su di essa, l’unità e la coesione politica e ideologica delle masse popolari si rafforzano, uno stile di vita sano e rivoluzionario s’instaura in tutta la società e l’edificazione del socialismo progredisce energicamente.
La morale socialista è una morale collettivista che poggia su un cameratismo sublime e su una lealtà rivoluzionaria. Essa è la migliore che ci sia, giacché onora i più buoni costumi che si trasmettono da tempo immemorabile fra le masse lavoratrici e li sviluppa sotto una nuova luce, conformemente alle esigenze intrinseche della società socialista. Le aspirazioni e gli interessi sovrani delle masse popolari sono il criterio che consente di giudicare del carattere progressista d’una morale. Servono da criterio morale per distinguere il bene dal male, e non soltanto da criterio politico per distinguere il progresso dalla reazione. Quel che risponde alle aspirazioni e agli interessi sovrani delle masse popolari è virtuoso, e quel che li contrasta è immorale. Reputare infinitamente meritevole e sentirsi lieti di vivere servendo la società e la collettività, assistendosi e sostenendosi in uno spirito di cameratismo e di lealtà rivoluzionaria, piuttosto che vivere perseguendo solo il proprio benessere, senza curarsi degli altri, tale è la concezione morale collettivista e socialista.
Oggi, da noi, la morale socialista, radicata nel cuore del popolo, fa parte della sua vita quotidiana e un po’ dovunque illustra eccelsamente i buoni costumi comunisti. Ci si sente in dovere di custodire gelosamente come la propria vita il socialismo incentrato sulle masse popolari instaurato nel nostro paese, regime che fa risplendere la dignità e la vita dell’uomo, di difenderlo e di onorarlo; si avverte l’obbligo rivoluzionario di rispondere con la propria fedeltà alla fiducia e alla sollecitudine del partito e del leader, ai quali si devono la propria sublime integrità politica e la sollecitudine paterna di cui si gode. Aver infinitamente cari i propri compagni e dare senza esitazione il meglio di se stessi per loro, questa buona condotta è generalizzata nella nostra società. L’unità monolitica di cui disponiamo è la più solida che ci sia, giacché è un’unità di pensiero, di volontà e un’unità morale tra il leader, il partito e le masse, e il nostro socialismo è indefettibile, giacché poggia sull’unicità del pensiero e della fede, sull’amore e sulla fiducia. L’esperienza mostra che è possibile difendere efficacemente la causa del socialismo e farlo progredire vittoriosamente a dispetto delle avversità solo se il rispetto della morale socialista viene generalizzato in tutta la società e se il socialismo si radica nell’anima e nella vita di ciascuno. Il lavoro di formazione morale socialista va accentuato senza sosta affinché tutti i membri della società considerino come loro sublime dovere morale quello di salvaguardare e d’onorare il socialismo, vi si abituino e ne facciano un elemento della loro concezione della vita.
L’acquisizione delle idee socialiste da parte di ciascuno implica la lotta contro tutte le idee non socialiste.
Impregnare ciascuno delle idee socialiste ed affrancarlo dalle idee caduche implica un’intensa battaglia ideologica mirante ad eliminare definitivamente il capitalismo dal campo del pensiero. Il bersaglio della battaglia ideologica non è l’uomo stesso, ma gli strascichi delle idee caduche che permangono nel suo spirito, nonché le idee reazionarie che provengono dall’estero.
Spetta a noi di rafforzare la formazione e la lotta ideologica fra i membri del partito e gli altri lavoratori per affrancarli completamente dalle sopravvivenze delle idee caduche, fra cui l’individualismo e l’egoismo.
Presso i quadri soprattutto è necessario intensificare la lotta contro gli abusi di potere, la burocrazia e la corruzione. Queste tendenze sono il prodotto della società basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e traggono origine dall’individualismo e dall’egoismo. Sono intollerabili nella società socialista. Ivi i quadri non sono più dei burocrati che regnano sul popolo, ma i suoi servitori e nulla più. Se queste tendenze viziose vengono incoraggiate presso i quadri, ne risulterà che l’unità e la coesione tra il partito e le masse popolari saranno lese e che il socialismo non potrà dar prova della sua vitalità. La caduta del socialismo in parecchi paesi è da attribuire in parte a queste tendenze che furono incoraggiate. Per salvaguardare e far progredire il socialismo bisogna combattere risolutamente questi vizi, senza tollerarne le minime manifestazioni.
L’ideologia e il modo di vita borghese sono un veleno che paralizza gli spiriti. Gli imperialisti non cessano di tramare per la loro penetrazione negli altri paesi sul piano ideologico e culturale al fine di paralizzare il pensiero dei popoli, di destabilizzare questi paesi e di imporgli il loro dominio e il loro controllo. Questa penetrazione ideologica e culturale è un mezzo per abbandonarsi all’aggressione e all’ingerenza sotto la veste della «cooperazione» o dello «scambio», uno scellerato processo di destabilizzazione per paralizzare le mentalità sane, seminare la corruzione e la depravazione con l’aiuto del veleno dell’ideologia reazionaria borghese. Per salvaguardare il socialismo ed assicurare uno sviluppo indipendente del paese bisogna combattere la penetrazione ideologica e culturale degli imperialisti. Oggi gli imperialisti e gli altri reazionari si sforzano di far soffiare verso di noi il vento della liberalizzazione borghese. Dobbiamo impedire alle idee borghesi e alle altre idee reazionarie nonché al modo di vita borghese d’infiltrarsi presso di noi.
Il revisionismo è una corrente d’idee opportunistiche e controrivoluzionarie, che tende a svuotare il socialismo dei suoi princìpi rivoluzionari. La sua peggior nocività risiede nel fatto che nega la posizione e il ruolo che spettano al partito e al leader nella rivoluzione e nello sviluppo del paese, affievolisce le funzioni del potere socialista, crea illusioni sul capitalismo e disarma ideologicamente i popoli. Insomma esso apre la via all’abbandono del socialismo per condurre al capitalismo. È opportuno discernere la sua natura reazionaria e il pericolo che rappresenta e rigettare risolutamente tutti i concetti che incarna.
Una delle migliori garanzie per sventare le macchinazioni dei nemici di classe contro il socialismo ed ultimarne la causa consiste nell’impregnare ciascuno delle idee socialiste. Dobbiamo perseguire con dinamismo la formazione ideologica destinata ai membri del partito e agli altri lavoratori.


3

Nella società socialista il lavoro ideologico deve seguire princìpi e metodi conformi alla natura del socialismo.
Una volta definiti correttamente gli obiettivi e il contenuto del lavoro ideologico, il risultato dipende dai princìpi e dai metodi che questo lavoro segue. Questi princìpi e questi metodi devono rispondere alla natura del socialismo se si vuol pervenire a modellare tutti i membri della società sulle idee socialiste.
Nella società socialista il lavoro ideologico deve effettuarsi nel quadro del partito, dello Stato e della società intera sotto la direzione del partito della classe operaia.
Il nostro lavoro ideologico ha come scopo d’impregnare le masse popolari delle idee socialiste al fine di consolidare le posizioni ideologiche del socialismo e di liberare appieno il loro entusiasmo rivoluzionario e la loro creatività in tutti i campi della rivoluzione e dello sviluppo del paese. Perciò tutti gli organismi e tutte le organizzazioni, in particolare il partito, gli organismi dello Stato e le organizzazioni dei lavoratori, devono occuparsene conformemente alla loro missione e ai loro rispettivi compiti, e i quadri di tutti i settori e di tutti i centri d’attività devono procedere ad un intenso lavoro ideologico, a un lavoro politico, accanto alle masse.
La direzione del partito della classe operaia è il più importante principio del lavoro ideologico.
Il partito della classe operaia è l’organizzazione politica suprema per la direzione della rivoluzione e dello sviluppo del paese; senza la direzione del partito il lavoro ideologico non può svolgersi in modo unificato, come esige la realizzazione dell’opera socialista. La direzione del lavoro ideologico da parte del partito è indispensabile se si vuol impedire la penetrazione d’ogni tendenza malsana nel campo ideologico, preservare il carattere rivoluzionario e socialista di questo lavoro e far regnare esclusivamente le idee socialiste in tutta la società. Il partito della classe operaia deve controllare rigorosamente il lavoro ideologico, non deve affatto trascurare di dirigerlo. Il compromesso e la concessione nel campo ideologico sono sinonimi di alterazione e di sconfitta. Affievolire o rifiutare la direzione del lavoro ideologico da parte del partito della classe operaia tende a smantellare le posizioni ideologiche del socialismo, ad introdurre e a diffondere le idee reazionarie borghesi.
Il partito della classe operaia deve rigettare risolutamente ogni tentativo di rifiuto di questa direzione, controllare in modo unificato e dirigere sotto la sua responsabilità unica l’insieme del lavoro ideologico. Le sue organizzazioni a tutti i livelli devono sobbarcarsi direttamente il lavoro ideologico, mentre esso è tenuto a controllare e a dirigere i settori ideologici e culturali, fra cui la stampa, la letteratura e le arti, nonché gli organismi dello Stato, le organizzazioni dei lavoratori e le istituzioni per l’insegnamento perché impartiscano una formazione giudiziosa alle masse conformemente alla loro missione e ai loro rispettivi compiti.
La stampa, la letteratura e le arti sono efficaci strumenti ideologici chiamati a formare, ad organizzare e a mobilitare le masse.
Nella società socialista esse, come pure tutti gli altri mezzi ideologici e culturali, devono servire strettamente, sotto la direzione del partito, a difendere e a far progredire la causa del socialismo conformemente ai desideri sovrani delle masse popolari. Se i mezzi ideologici e culturali sfuggono alla direzione e al controllo del partito della classe operaia, essi finiranno per servire da strumenti della controrivoluzione. La prova è fornita dall’esperienza di certi paesi che edificavano il socialismo e in cui i rinnegati del socialismo e i reazionari posero sotto il loro controllo i mezzi ideologici e culturali e li utilizzarono per attaccare il socialismo. Il partito della classe operaia deve controllare rigorosamente i mezzi ideologici e culturali, in particolare la stampa, la letteratura e le arti, ed accrescere senza sosta il loro ruolo perché assolvano felicemente la loro missione e i loro compiti a favore del socialismo.
Lo Stato socialista dirige ed amministra in modo unificato la vita sociale in tutti i campi, in particolare quello politico, economico e culturale. La formazione ideologica e culturale è una delle sue funzioni principali.
Esso deve attenersi ai princìpi socialisti ed evidenziare appieno il valore del socialismo nella direzione dello Stato, dell’economia e degli altri settori della vita sociale per assicurare al popolo un tenore di vita materiale soddisfacente, come esige il socialismo, nonché assicurargli le condizioni necessarie perché goda appieno di una vita spirituale e culturale sana e ricca. Gli organismi dello Stato sono tenuti a redigere giudiziosamente le leggi e i regolamenti socialisti, a stabilire un ordine perfetto in materia di gestione socialista in tutti i campi, a vegliare a che la popolazione osservi di sua spontanea volontà queste leggi e questo ordine. Che lo Stato socialista diriga tutti i settori della vita sociale seguendo i princìpi e le esigenze del socialismo è molto importante se si vuol che il popolo s’impregni delle idee socialiste nella pratica stessa e si abitui al modo di vita socialista; è anche una garanzia sicura contro la resurrezione delle idee caduche in questa società o la loro penetrazione dall’estero.
Lo Stato socialista, sviluppando largamente gli scambi e la cooperazione nel campo economico e culturale con altri paesi che seguano i princìpi dell’uguaglianza e del vantaggio reciproco, deve evitare la penetrazione delle idee reazionarie borghesi nonché della cultura e del corrotto modo di vita borghese. Se gli organismi dello Stato procedono a questi scambi e a questa cooperazione senza rispettare i princìpi socialisti, essi giungeranno ad aprire la porta all’ideologia e alla cultura imperialista e a mettere il socialismo in grave pericolo. Lo Stato socialista è tenuto a prendere le misure amministrative e giuridiche necessarie a proteggere il regime socialista e il popolo contro la penetrazione ideologica e culturale imperialista.
Le organizzazioni dei lavoratori hanno, nella società socialista, lo status di organizzazioni politiche che raggruppano nel loro seno i membri della società per classi e strati sociali e che hanno la missione principale di formarli ideologicamente. Nella società capitalistica, caratterizzata dallo sfruttamento e dall’oppressione dell’uomo sull’uomo e dalla contrapposizione degli interessi delle diverse classi e strati sociali, il compito principale di queste organizzazioni si riduce a difendere gli interessi delle classi e degli strati che rappresentano, ma nel quadro del socialismo, società esente da ogni antagonismo tra classi, la loro missione e i loro compiti cambiano completamente. Qui, poiché il popolo è padrone dello Stato e della società e gli interessi delle diverse classi e strati sociali coincidono, questi trovano i loro interessi confusi con quelli dello Stato e del popolo intero, e ciascun membro della società trova la sua felicità nella prosperità comune della società. Pertanto, in questa società, le organizzazioni dei lavoratori hanno la missione principale di educare e di condurre i loro membri ad assolvere le loro responsabilità e il loro ruolo in quanto padroni dello Stato e della società. Se, per contro, s’impegnano solo a promuovere gli «interessi» delle classi e degli strati che rappresentano, com’è nel caso delle organizzazioni di massa nella società capitalistica, esse finiranno inevitabilmente per contrapporre questi interessi a quelli del partito, dello Stato e del popolo e per diventare delle organizzazioni antinazionali ed antisocialiste. Se, in certi paesi che edificavano il socialismo, il partito subì la sconfitta nel conflitto con la controrivoluzione, non essendo riuscito a raggruppare attorno a sé le larghe masse, una delle cause principali  è che non seppe dirigere correttamente le organizzazioni dei lavoratori. Il partito della classe operaia deve dirigere correttamente le organizzazioni dei lavoratori e condurle a formare i loro membri in funzione della loro missione e delle loro particolarità per unirli strettamente attorno a sé, organizzarli e mobilitarli efficacemente in vista dell’edificazione del socialismo.
Esso deve soprattutto vegliare a che le organizzazioni della gioventù assolvano il loro ruolo in modo soddisfacente. L’avvenire della rivoluzione e quello del socialismo dipendono dalla formazione della nuova generazione. Nella società socialista le organizzazioni della gioventù, riserva politica del partito della classe operaia, hanno la gloriosa missione di preparare solidamente la nuova generazione perché continui degnamente l’opera socialista. Se le organizzazioni della gioventù non si dedicano all’adempimento della loro missione, concentrandosi su questi o quegli affari amministrativi e tecnici, gli sarà impossibile modellare la nuova generazione sulle idee socialiste. Qualora affievoliscano il lavoro ideologico, la nuova generazione rischia di ricercare unicamente il suo benessere personale, in luogo di dedicarsi al partito, alla rivoluzione, alla patria e al popolo, e di lasciarsi sedurre dal vento della liberalizzazione capitalista che soffia dall’estero. Il partito della classe operaia è tenuto a rafforzare la sua direzione su di esse per condurle ad intraprendere energicamente il lavoro di formazione ideologica conformemente ai loro doveri e alle particolarità dei loro aderenti e a farne dei valorosi continuatori della rivoluzione.
Nella società socialista le istituzioni per l’insegnamento devono consacrare grossi sforzi alla formazione ideologica dell’uomo, in particolare della nuova generazione. Assumono un compito molto gravoso nell’educazione della generazione emergente dato che questa è totalmente integrata in un sistema d’insegnamento determinato. L’insegnamento socialista è un lavoro rivoluzionario importante che ha lo scopo di formare dei rivoluzionari, e non un semplice lavoro tecnico votato a dispensare conoscenze e ad insegnare tecniche. Le istituzioni per l’insegnamento nella società socialista devono dispensare alla nuova generazione, conformemente ai princìpi della pedagogia socialista, le conoscenze scientifiche e tecniche più recenti e, nello stesso tempo, rafforzare la sua educazione ideologica in modo da fare dei suoi membri dei rivoluzionari fedeli alla causa del socialismo.
Nella società socialista i quadri di tutti i settori, di tutti i centri d’attività sono chiamati a procedere al lavoro ideologico, al lavoro politico.
Il lavoro politico è la prima tappa in ogni impresa. Siccome è votato a formare e a sensibilizzare, la sua riuscita è d’uopo per stimolare l’entusiasmo rivoluzionario delle masse e la loro creatività e per adempiere così in buone condizioni i compiti rivoluzionari assegnati.
Il lavoro politico non incombe ai soli membri permanenti del partito o alle sole persone incaricate specificamente del lavoro ideologico. Tutti i quadri nella società socialista devono svolgere il lavoro politico, quali che siano il settore e il centro d’attività di cui fanno parte e quale che sia la loro funzione. Si tratta dei quadri di tutti i settori, politico, economico, culturale, militare, ecc., questi devono effettuare energicamente il lavoro politico, lavoro di formazione dell’uomo, considerandolo come un dovere rivoluzionario importante per loro, come la prima tappa dell’adempimento dei loro compiti rivoluzionari.
Attualmente, da noi, le organizzazioni di partito, gli organismi dello Stato, le istituzioni ideologiche e culturali, le organizzazioni dei lavoratori e le istituzioni per l’insegnamento conducono, tutti senza eccezione, il lavoro di formazione, in funzione delle loro missioni e dei loro rispettivi compiti, per inculcare le idee socialiste ai membri del partito e agli altri lavoratori, ai bambini e agli adolescenti, come pure i quadri di tutti i settori, di tutti i centri d’attività danno la priorità al lavoro politico e così realizzano con successo i compiti rivoluzionari che s’impongono. Anche in avvenire dobbiamo condurre energicamente, sotto la direzione del partito, il lavoro ideologico a livello di tutto il partito, di tutto lo Stato e di tutta la società per cementare le posizioni ideologiche del socialismo.
Nella società socialista la formazione e la trasformazione dell’uomo devono tramutarsi in un affare delle masse.
La trasformazione ideologica è un impresa per e con le masse popolari. Siccome queste sono padrone del loro destino, devono ovviamente giocare il ruolo di protagoniste nella loro trasformazione ideologica e parteciparvi in modo responsabile. La trasformazione ideologica dell’uomo può riuscire solo se si tramuta in un affare delle masse e se queste vi prendono parte attiva.
A questo riguardo è molto importante lanciare energicamente vari movimenti di massa per la trasformazione ideologica, movimenti che permettano a ciascuno di formare gli altri e di farsi formare da loro.
A ciascuna tappa di sviluppo della rivoluzione, il nostro partito prese l’iniziativa di un movimento di massa per la trasformazione ideologica in accordo con gli imperativi della rivoluzione e il grado di preparazione politica e ideologica delle masse e lo intraprese con forza. Esso lanciò in particolare, dopo la Liberazione, un movimento ideologico a favore della mobilitazione generale per l’edificazione nazionale e riuscì così a liquidare le sopravvivenze ideologiche dell’imperialismo giapponese e del feudalesimo e a formare il popolo in favore dell’edificazione nazionale; nel dopoguerra segnato dall’edificazione del socialismo lanciò energicamente il movimento Chollima che permise di riportare eclatanti successi nell’educazione e nella trasformazione socialista della popolazione. Ed oggi, quando la trasformazione di tutta la società secondo le idee del Juché s’impone in primo piano, esso ha lanciato il movimento della bandiera rossa delle Tre rivoluzioni votato a promuovere con forza le rivoluzioni ideologica, tecnica e culturale, la qual cosa permette di fare di tutti i membri della società dei rivoluzionari comunisti convinti delle idee del Juché.
Nel nostro paese le larghe masse prendono parte attiva al movimento di trasformazione ideologica, ed ognuno si forma a vicenda. Proprio come le masse, i quadri s’ispirano alle buone azioni comuniste dei semplici operai e contadini, e gli ufficiali alle azioni eroiche dei loro soldati. Dobbiamo proseguire con dinamismo i movimenti di massa per la trasformazione ideologica come esige lo sviluppo della rivoluzione e in funzione del grado di preparazione delle masse.
È importante, nei movimenti di massa per la trasformazione ideologica, incoraggiare e promuovere al meglio gli esempi positivi e generalizzarli fra le masse. Gli esempi positivi sono una sorta di tacita critica degli aspetti negativi ed ispirano una grande simpatia a ciascuno. Nella società socialista i fatti positivi prevalgono, e l’edificazione per mezzo degli esempi positivi dev’essere il metodo essenziale per formare e trasformare le masse. L’aspra ma gloriosa lotta ingaggiata per far progredire la nostra rivoluzione vide apparire un gran numero di rivoluzionari comunisti autentici e di eroi che si dedicarono al partito e al leader, alla patria e al popolo. I martiri della rivoluzione antigiapponese, gli eroi della guerra di Liberazione della patria, quanti si distinsero nell’edificazione del socialismo e gli eroi a lungo sconosciuti sono dei brillanti modelli di rivoluzionari comunisti. Il nostro partito si è impegnato a condurre tutti i suoi membri e gli altri lavoratori ad ispirarsi al nobile aspetto spirituale e morale dei precursori rivoluzionari, degli eroi, dei meritevoli e degli innovatori sul fronte del lavoro.
La realtà eclatante dei giorni nostri, segnata dai buoni costumi comunisti di cui dà prova il nostro popolo, dimostra incontestabilmente la vitalità dell’edificazione con gli esempi positivi e quella dei movimenti di massa per la trasformazione ideologica. Dobbiamo proseguire con forza questi movimenti di massa per procedere alla trasformazione ideologica dell’uomo e far fiorire appieno in tutta la società il buon costume comunista di lavoro e di vita.
Il lavoro di formazione deve effettuarsi attraverso lo studio e la vita militante, e in stretto legame con la pratica rivoluzionaria. Lo studio, la vita militante e la pratica rivoluzionaria sono gli aspetti importanti e i mezzi efficaci di questo lavoro.
Lo studio dà all’uomo una formazione ideologica e gli fornisce il nutrimento ideologico ed intellettuale necessario per fare la rivoluzione. Uno studio assiduo gli permette di acquisire una solida concezione rivoluzionaria del mondo e di riuscir sempre nella lotta rivoluzionaria e nello sviluppo del paese. Nella società socialista ciascuno deve far dello studio una parte della sua vita quotidiana e studiare con assiduità.
Attualmente il nostro paese vede funzionare un sistema coerente che permette a tutto il partito, a tutto il popolo e a tutto l’esercito di apprendere, come pure tutti i membri della società partecipano senz’altro agli studi collettivi prescritti, cioè agli studi periodici e alle conferenze. Lo studio è parte integrante della vita quotidiana della popolazione, è un costume sociale. Come sempre, dobbiamo far regnare uno stile di studio rivoluzionario in tutto il partito e in tutta la società perché ognuno studi senza sosta.
La vita militante rivoluzionaria è il crogiolo del rinsaldamento ideologico e la scuola di formazione rivoluzionaria. Essa dà una formazione politica e ideologica ed una tempra rivoluzionaria. La vita militante dei membri del partito e degli altri lavoratori che hanno le loro organizzazioni a parte è una vita politica e ideologica chiamata a soddisfare le esigenze della loro integrità politica; che tutti i membri della società militino in organizzazioni politiche determinate è un modo di vita politica e ideologica che risponde alla natura della società socialista. Da noi, tutti i lavoratori, tutti i giovani e tutti gli alunni militano, sia in seno al partito, sia in seno ad organizzazioni dei lavoratori, dei giovani e dei bambini, e vi ricevono una formazione politica e ideologica, facendo così onore alla loro vitalità politica. Se, da noi, tutti i membri della società sono perfettamente educati e rieducati secondo l’ideologia socialista, è, in gran parte, grazie alla loro partecipazione alla vita politica e militante. Dobbiamo vegliare a che i membri del partito, gli altri lavoratori, i giovani e gli alunni partecipino con piena coscienza alla vita militante, adottando un punto di vista e un atteggiamento corretto nei confronti delle loro organizzazioni.
La mentalità di ciascuno si forma, si rinsalda e si manifesta nella pratica rivoluzionaria. È sempre la pratica che appalesa le idee caduche che sopravvivono negli spiriti. Di conseguenza, è solo associando strettamente la formazione ideologica alla pratica rivoluzionaria che si può liberare gli uomini dalle idee retrograde ed impregnarli delle idee socialiste. Il nostro partito è riuscito a educare e a rieducare gli uomini nella pratica, vegliando a che l’esecuzione dei compiti rivoluzionari si confonda strettamente con la formazione e l’irrobustimento ideologico. Dobbiamo fare in modo che i membri del partito e gli altri lavoratori s’impregnino dell’ideologia socialista temprandosi ideologicamente nella lotta pratica per la prosperità della patria e nell’esaltante vita socialista.
Bisogna sbarazzarsi, per quanto concerne il lavoro ideologico, della tendenza a identificarlo con un compito amministrativo nonché del formalismo, e imprimere più energia ed efficacia a questo lavoro.
Questa tendenza e questo formalismo, molto nocivi in quanto metodi di lavoro, non hanno niente a che vedere coi metodi di lavoro del partito della classe operaia e sono inammissibili nel lavoro ideologico. Se il partito della classe operaia, dopo aver preso il potere, cerca d’imporre la sua ideologia abusando della sua autorità e cura solo la forma nel suo lavoro ideologico, non potrà educare né trasformare le persone. Voler condurre il lavoro ideologico in modo amministrativo e formalista tradisce uno stile di lavoro erroneo che tende ad eseguire questo compito facilmente, senza affaticarsi. Se la tendenza a dare un carattere amministrativo a questo lavoro e il formalismo vengono tollerati in questo lavoro ideologico, sarà impossibile trasformare le mentalità, e, a lungo andare, ciò comporterà delle gravi conseguenze che van fino allo smantellamento delle posizioni ideologiche del socialismo.
Nella società socialista il lavoro ideologico deve svolgersi con la spiegazione e la persuasione, conformemente alle esigenze del socialismo e alle particolarità del lavoro di trasformazione ideologica. Per sua natura, un’ideologia non può esser imposta in modo burocratico, ed è solo con la spiegazione e la persuasione che il partito della classe operaia può e deve convincere gli uomini ed educarli pazientemente fino a che non accettano come proprie le idee socialiste e non ne fanno la propria fede.
È importante condurre il lavoro ideologico in diverse forme e con metodi variegati, conformemente alle caratteristiche e al grado di preparazione delle persone da educare. Poiché vi sono delle differenze nel livello di coscienza, d’istruzione, di carattere, di gusto, di antecedenti e di condizioni d’attività, questo lavoro a stento potrà riuscire se lo si effettua in modo stereotipato. Bisogna stroncare il formalismo di vecchio stampo ed assicurare l’efficacia di questo lavoro impiegando forme e metodi adatti alle particolarità e al grado di preparazione delle persone che si deve educare. Quando si redigono dei testi di propaganda e d’agitazione, si dovrà imprimergli un carattere realistico, scientifico nonché di cortesia; quando si deve tenere un corso, una conferenza o delle spiegazioni, si dovrà prepararli con cura.
Per condurre efficacemente il lavoro ideologico i quadri devono abituarsi a mescolarsi spesso alle masse, a lavorare con loro, a respirare la loro stessa aria e a formarle. Il nostro partito ha lanciato la parola d’ordine «Che l’intero partito si mescoli alle masse!» ed ha invitato tutti i quadri a prender esempio dai partigiani della guerra antigiapponese per dispiegare il lavoro ideologico fra le masse. Tutti i quadri devono mescolarsi alle masse, come esige il metodo di lavoro tradizionale del partito, per educarle e rieducarle secondo le idee socialiste, considerando ciò come un proprio dovere.
Porre l’accento sull’ideologia e dare la priorità al lavoro ideologico è il principio invariabilmente serbato dal nostro partito nella direzione della rivoluzione e dello sviluppo del paese. Anche in avvenire questo s’impegnerà fortemente per intensificare il lavoro ideologico dando la priorità a questo compito su ogni altro al fine di salvaguardare e di ultimare brillantemente la nostra opera socialista.
Il socialismo rappresenta l’avvenire dell’umanità; il movimento socialista è il grande movimento delle masse popolari che mirano a edificare un mondo nuovo ed emancipato. Questo movimento si sviluppa e trionfa grazie alla lotta cosciente delle masse popolari. Ed è certo che finirà per trionfare su scala mondiale grazie alla lotta delle masse popolari sensibilizzate e unite dalle idee socialiste.